A Trezzo, l’Adda disegna una doppia ansa, una sorta di S, nella cui seconda pancia insiste il promontorio visconteo con, in alto, il Castello di Bernabò Visconti e, in basso, la Centrale idroelettrica Enel Alessandro Taccani. Sul bacino d’acqua, trattenuto dalla diga a servizio di questo impianto, un tempo si affacciavano due noleggi di barche da diporto, gestiti dalle famiglie Colombo “Cantun” e Ciocca “Gila”. Barche simili erano usate per la pesca ma anche per le gite domenicali e le vacanze estive lungo un fiume che era il mare dei Trezzesi almeno fino agli anni Sessanta del Novecento.
Ormeggiate sulla riva, alcune barche private danno seguito a questa tradizione remiera. Tuttavia, oggi la navigazione prosegue più robustamente in due stili: sportivo e turistico. A garantire la navigazione sportiva è la Canottieri Tritium, con tanto di pontile dedicato, rifondata nel 1927 da 25 giovani (guidati dall’avv. Marco Fodera) su precedenti iniziative di voga. Dispersa negli atti, questa realtà viene rifondata come Associazione Sportiva Dilettantistica Canottieri Tritium, riconosciuta dal Coni nel 1967 per l’impegno di padre Samuele Testa, animatore spirituale dell’associazione sportiva.
Malgrado la vocazione agonistica, espressa anche nei numerosi trofei messi sugli scaffali della Canottieri Tritium, la sua prima finalità resta l’aggregazione giovanile nello sport. Turisticamente, invece, è possibile solcare le acque del fiume Adda imbarcandosi sul servizio di navigazione proposto al pontile di Trezzo, pochi passi prima della sede e del pontile della Canottieri Tritium.