Affacciata sull’omonima via, stagliata davanti alla Corte Stallazzo (in dialetto Stalas), la Chiesa di Sant’Antonio da Padova è uno degli edifici sacri più antichi e significativi di Vaprio d’Adda. Le sue origini risalgono al XVII secolo: i primi documenti ufficiali sono del 1684, ma già alla fine del Cinquecento è attestata, nella medesima area, l’esistenza di un altro oratorio, successivamente demolito perché in stato di rovina.
Per secoli fu una delle due principali fondazioni ecclesiastiche della città, insieme alle chiese di San Nicola e di San Colombano. Nonostante un ordine cardinalizio avesse decretato la demolizione dell’edificio per impiegare i materiali nel restauro della chiesa di San Colombano, la decisione non venne mai eseguita. L’edificio fu così preservato e considerato pertinenza – come cappella sepolcrale – della vicina Villa Paleni Falcò, che nell’Ottocento ne ereditò la proprietà dalla nobile famiglia spagnola Valcarcel De Lumiares tramite Beatrice Colonna.
Ad oggi, la facciata, sobria e di ispirazione classicheggiante, è caratterizzata da una grande lunetta che sfiora le due lesene ai lati del portale. L’interno, decorato in stile barocco, si sviluppa secondo una pianta cruciforme. Nella zona presbiteriale si trova la nicchia di Sant’Antonio da Padova. Altri due altari laterali completano la struttura che, nella distribuzione planimetrica, forma una croce greca.
Uno degli elementi più suggestivi è la cripta sottostante, ampia e ben conservata, dove si trovano le lapidi funerarie delle famiglie nobili Valcarcel De Lumiares e Falcò, memoria tangibile del legame tra l’edificio sacro e le vicende civili e sociali del paese. Le loro salme vennero traslate al cimitero di Imbersago, quando la chiesa di Sant’Antonio venne donata alla locale parrocchia.
La Chiesa, recentemente restaurata, conserva intatta la sua funzione di luogo di raccoglimento e memoria, custodendo un patrimonio artistico e spirituale di grande valore per la comunità vapriese.
Modalità di Accesso
La Chiesa di Sant'Antonio da Padova segue orari di apertura variabili ed è visitabile nel rispetto della sacralità del luogo.