A nord del centro abitato, Vaprio d’Adda staglia sul Naviglio Martesana una delle molte villeggiature patrizie: sotto la palma araldica dei Monti, bianca e rossa, il portone seicentesco di Villa Monti Robecchi affaccia su un cortile incompiuto.
La famiglia insiste sul territorio, tenendo anche la proprietà dell’isola su cui sorge la cartiera tra Adda e Martesana. Tra gli esponenti più importanti del casato, il cardinale ambrosiano Cesare Monti (1594-1650) è fautore del convento carmelitano a Concesa; non distante dal paese. Suo fratello Marc’Antonio è presidente alla Sanità di Milano durante la peste manzoniana. I Monti affidano a Pier Filippo Mazzucchelli detto “Morazzone” (se non a un suo scolaro) di eseguire gli affreschi, oggi conservati in strappo a Milano presso Palazzo Isimbardi, nella villeggiatura di Vaprio, tutt’oggi contraddistinta da quella che è nota come Terrazza da Vinci, da cui si gode di una splendida vista sul fiume.
La famiglia si estingue nel 1774 con Paolo Monti, decurione milanese, cedendo i beni superstiti ai Robecchi, che ne ereditarono anche il prestigio e il patrimonio architettonico. È per questa ragione che la storica residenza vapriese è oggi conosciuta proprio come Villa Monti Robecchi, in omaggio alla continuità tra le due famiglie e alla volontà di preservare la memoria del casato originario unita al nome dei nuovi proprietari.
Modalità di Accesso
Villa Monti Robecchi è proprietà privata. L'area esterna è sempre liberamente fruibile.