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    Villa Sormani Biffi

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    In Via San Pietro, si affaccia, con la sua elegante semplicità, Villa Sormani Biffi, un significativo esempio di architettura residenziale che risale agli albori del XIX secolo, precisamente tra il 1802 e il 1804.

    La paternità del progetto è attribuita a Carlo Amati, figura di spicco del Neoclassicismo lombardo e successore di Giuseppe Zanoja all’Accademia di Brera, mentre la sua committenza è indubbiamente da ricondurre alla nobile famiglia Sormani.

    Osservando la facciata principale, si nota un impianto simmetrico dove due modesti avancorpi laterali poggiano su un basamento impreziosito da un bugnato, tra i quali si apre l’androne d’ingresso principale, mentre l’apertura simmetrica sulla destra è stata trasformata in una finestra. Il corpo centrale è scandito da sette finestre incorniciate e dotate di davanzale con mensole, mentre una sobria cornice marcapiano segna il passaggio al piano nobile.

    Il lato della Villa che guarda verso il giardino acquista un carattere più aperto e scenografico: al centro, si nota una struttura con tre aperture ad arco sostenute da colonne in stile dorico, sopra le quali si trovano finestre con davanzali sporgenti e una decorazione elegante in cima. Questa scelta non è un caso, infatti, l’uso di questo portico con colonne doriche, che può considerarsi l’unico ornamento di rilievo, ricorda lo stile di Giuseppe Zanoja, l’insegnante di Amati.

    È significativo considerare Villa Sormani Biffi come il primo progetto di villa realizzato da Carlo Amati, che fino ad allora si era distinto principalmente nel campo dell’architettura sacra. Questo segna una svolta nella sua carriera, aprendolo all’architettura civile con una particolare attenzione alla funzionalità degli spazi, anticipando in parte la rigida tradizione accademica. Un esempio di questa nuova sensibilità è la collocazione non assiale del salone principale rispetto al triportico sul lato giardino.

    Il rapporto tra Amati e la famiglia Sormani si rivelò duraturo e basato sulla fiducia, tanto che l’architetto si occupò anche della progettazione del catafalco funebre del conte Carlo nel 1816.

    Nel 1850, la proprietà venne acquisita dalla famiglia Biffi, il cui nome è oggi legato indissolubilmente alla Villa. All’interno, fino agli anni Ottanta del Novecento, si potevano ancora scorgere tracce di decorazioni in stile Biedermeier, a testimonianza di come la dimora avesse accolto nel tempo diverse influenze stilistiche, pur mantenendo intatta la sua identità storica.

    Curiosità: è interessante notare come alcuni disegni dell’architetto, conservati presso il Fondo Amati delle Civiche Raccolte del Castello Sforzesco di Milano, indichino “Coronate” anziché Cornate. Questo non è un semplice errore, ma riflette una denominazione del luogo effettivamente in uso al tempo della battaglia vinta da Cuniperto e ancora nell’Ottocento, come testimoniano le guide e la letteratura di viaggio dell’epoca, offrendoci un piccolo spaccato linguistico e storico del territorio.

    Modalità di Accesso

    Villa Somani Biffi è liberamente fruibile dall'esterno, in ogni momento.

    Tipo di esperienza
    • Accessibilità motoria
    • Contesto cittadino
    • Interesse storico-artistico e architettonico
    • Raggiungibile in auto
    Mappa
    • Via San Pietro, 11, Cornate d'Adda, MB, Italia

      Get Directions
    Comune
    • Cornate d'Adda
    Categoria
    • Architettura storica
    Tipologia Luogo
    • Palazzo storico
    Durata

    Circa 15 minuti

    Modalità di Ingresso

    Fruibile solo dall'esterno

    Accessibilità

    *accessibilità motoria

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