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Le cascine sono proprietà privata, ma siamo sicuri che, se userete il dovuto rispetto e la giusta premura verso i loro abitanti, nessuno vi rimprovererà per uno sguardo curioso.

Nella quiete campagna di Cassano, la Cascina Belvignate si erge come un’affascinante testimonianza di un’epoca passata, un gioiellino architettonico nato dalla visione dei fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi: nel 1913 la loro nobile e influente famiglia milanese, imparentata con i Borromeo e i D’Adda, decise di erigere questa dimora rurale, data di costruzione ancora oggi leggibile in una scritta in grafia liberty sul muro di cinta, a destra dell’ingresso principale, un dettaglio che preannuncia il gusto raffinato dei suoi ideatori.
I due fratelli infatti, figure di spicco nella Milano post-unitaria, erano non solo rampolli di una famiglia il cui titolo baronale risaliva al 1826, ma anche stimati architetti dilettanti e la loro profonda passione per l’arte, era ereditata dal padre Pietro, miniaturista.
Pur nascendo con lo scopo primario di dare dimora ai contadini che coltivavano le vaste proprietà dei Bagatti Valsecchi, la Cascina Belvignate sorprende per la sua eccezionale raffinatezza artistica. È un vero e proprio tributo al Rinascimento lombardo: la sua funzione rurale convive con un’affascinante alternanza di moderne e funzionali strutture e dettagli decorativi rinascimentali, quali i gigli di Francia che ornano le colonne del cancello e la riproposizione di moduli architettonici chiave come il cerchio e l’arco a tutto sesto.
La Cascina presenta una ricca citazione di motivi ornamentali tipici del Rinascimento lombardo, visibili nell’uso del mattone che incornicia e dona monumentalità ai semplici moduli costruttivi, e nelle sue aperture circolari e la struttura è impostata su tre piani, organizzati a corte chiusa, per ottimizzare gli spazi e la funzionalità: un lato era adibito ad abitazione, mentre gli altri tre comprendevano, per ciascuna delle 12 famiglie che vi alloggiavano, una stalla, un orto, un pollaio e un proprio servizio igienico. Il terzo livello dell’edificio è alleggerito da una serie di arcate a tutto sesto, un espediente non solo estetico per dare profondità alla massa muraria e movimentare la facciata, ma anche funzionale, fungendo da ballatoio coperto, mettendo in comunicazione le 12 campate dove vivevano anche famiglie numerose, composte da dieci figli.
Di notevole interesse era anche il cancello secondario, utilizzato per il transito dei mezzi agricoli e del bestiame, garantendo un collegamento veloce della Belvignate con le altre corti e cascine del borgo, le cui colonne conservano ancora le originali sfere di granito ornamentali che lo caratterizzano con la loro semplice eleganza.
La storia della Cascina Belvignate ha conosciuto cambiamenti significativi nel corso del tempo: nel 1941, fu venduta dagli eredi Bagatti Valsecchi alla Società Agricola Lombarda di Brescia e, successivamente, nel 1948, i contadini che vi abitavano ebbero l’opportunità di acquistare la propria casa, insieme al terreno e alle stalle. Nonostante questi passaggi di proprietà e la sua attuale funzione puramente residenziale, con il conseguente abbandono di alcune porzioni di stalle e rustici annessi, la Cascina Belvignate conserva ancora oggi l’originalità architettonica che Fausto e Giuseppe le vollero imprimere, testimone del loro gusto e della loro raffinatezza.
Curiosità: Osservando attentamente la Cascina Belvignate è possibile notare la ricorrente presenza del Giglio di Francia, non solo sulle strutture principali, ma anche sagomato su porte e imposte. Questa scelta non è affatto casuale: i gigli sono innanzitutto presenti sullo stemma nobiliare della famiglia Bagatti Valsecchi, e fungono quindi, nei dettagli decorativi, da inequivocabile simbolo di proprietà; il giglio di Francia è inoltre da sempre il simbolo della regalità, e i fratelli Fausto e Giuseppe erano convinti sostenitori della monarchia sabauda, che aveva guidato l’Unità d’Italia; questo fiore è anche il simbolo della città di Firenze, la culla del Rinascimento, periodo artistico e storico a cui i Bagatti Valsecchi si sono ispirati.
Contenuto testuale sviluppato a partire dagli scritti del Gruppo Guide di Cassano d’Adda.
Le cascine sono proprietà privata, ma siamo sicuri che, se userete il dovuto rispetto e la giusta premura verso i loro abitanti, nessuno vi rimprovererà per uno sguardo curioso.
Via Don Angelo Castellazzi, 12, Cassano d'Adda, MI, Italia
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