Il rapporto speciale tra Francesco Melzi, l’amatissimo allievo di Leonardo da Vinci, e Canonica d’Adda (allora conosciuta come Pontirolo Vecchio) emerge con chiarezza nel saggio Per la biografia (e la geografia) di Francesco Melzi, pubblicato nel 2017 da Rossana Sacchi, docente all’Università degli Studi di Milano.
La figura di Francesco Melzi è riconosciuta per il suo stretto legame col maestro Leonardo, che affiancò nei suoi soggiorni a Milano, Roma e in Francia, e per aver ereditato il prezioso lascito di carte e disegni del maestro, da cui trasse ispirazione per il celebre Libro di Pittura.
Melzi non frequentava solamente Vaprio d’Adda, ma era solito interrompere la sua vita milanese per recarsi spesso a Canonica, soggiornando probabilmente proprio tra le mura di Casa Marietti e intrattenendo un profondo legame con la chiesa di San Giovanni Evangelista, un luogo significativo anche per la sua famiglia, dato che molti suoi parenti vi avevano ricoperto importanti cariche ecclesiastiche.
Proprio per questo forte legame, nel suo testamento del 1565, Francesco Melzi espresse il desiderio di essere sepolto a Canonica qualora la morte lo avesse raggiunto in questa località anziché a Milano. Molto probabilmente, questo fu ciò che accadde nel 1567. Tra i suoi eredi, fu il figlio Orazio a dare inizio alla dispersione delle carte vinciane che il padre aveva gelosamente custodito. Il ramo dei Melzi di Canonica, discendente da Francesco, si estinse poi nel corso del Settecento.
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