Tra i sussurri antichi delle sponde dell’Adda, un luogo restituisce a Cornate il volto di terra sacra, segnata dalla preghiera, dal sacrificio e dalla speranza: è la zona di Bagna, gola umida e selvaggia dove il fiume si stringe tra le sue sponde più aspre, custodendo tra i ciottoli e le radici fitte della boscaglia, secoli di battaglie, riti e silenzi.
Un tempo punto di passaggio obbligato, fu teatro di innumerevoli conflitti. Non a caso, nel 222 a.C., fu attraversato dal console Gaio Flaminio, in marcia verso la Gallia, incrociando la furia dei Celti. E ancora, nel 689 d.C., le acque videro il passaggio di Alachi e la strage di Campus Coronatae, quando il guerriero si scontrò con l’esercito del re Cuniperto. Molto più tardi, nel 1323, fu il turno delle milizie crociate mandate dal papa contro Galeazzo Visconti, e nel 1705, le truppe imperiali di Eugenio di Savoia cercarono qui un varco per affrontare i franco-spagnoli nella Guerra di Successione Spagnola. A ogni passaggio, Bagna ricevette una dote amara: decine di morti, sepolti tra l’erba, la terra e l’acqua.
Di loro, il popolo non si è mai dimenticato. Ancora oggi, sulla strada costiera che da Trezzo conduce a Villa Paradiso, un viandante attento può scorgere, sulla destra, una colonna di granito con base in pietra e croce sommitale. È la Colonna dei Morti di Bagna, un monumento commemorativo innalzato secoli fa a sostituire più antiche croci in ferro, consumate dal tempo, ma mai dalla devozione.
Per i contadini di Cornate, quei morti non erano solo fantasmi di guerra o vittime d’epidemie, ma intercessori celesti. Quando le estati si facevano aride e le spighe minacciavano di seccarsi nei campi, si organizzavano processioni notturne: lunghe file di persone, silenziose, con le candele accese, risalivano i sentieri fino alla colonna. Con preghiere mormorate nel buio, invocavano la pioggia come dono dei loro antenati, confidando che quelle anime, cadute nella battaglia o nella peste, potessero ancora toccare il cielo in loro favore.
Così la Bagna non fu mai solo luogo di morte, ma anche di rito e rinascita. In quel groviglio di storia e natura, Cornate ha trovato un modo per parlare con il passato – e per chiedere, nei momenti più difficili, un piccolo miracolo dalla terra e dai suoi custodi invisibili.
Modalità di Accesso
La Colonna dei Morti di Bagna è liberamente accessibile in ogni momento.