Il Lavatoio di Cascina Garavesa, simbolo radicato nella memoria collettiva di Imbersago, si presenta come una piccola architettura in pietra, essenziale nella forma ma ricca di significati. Costruito nel XIX secolo, questo manufatto rappresenta molto più di una semplice infrastruttura idraulica: è un frammento autentico della vita comunitaria di un tempo, testimone di consuetudini, ritmi quotidiani e relazioni interpersonali che hanno plasmato la cultura rurale del territorio.
Alimentato dalle sorgenti della sponda destra della roggia Ruschetta, il lavatoio introduceva nel costume comune una forma “moderna” di utilizzo dell’acqua, più ordinata rispetto ai metodi fluviali, spontanei e naturali, divenendo non solo un presidio di igiene, ma anche un elemento di decoro urbano. La sua architettura, composta da vasche rettangolari in pietra, localmente detta “di molera”, in posizione inclinata per agevolare il lavoro delle lavandaie, era pensata per accogliere e mettere in relazione: le donne, poste l’una di fronte all’altra, potevano così condividere gesti e parole, rendendo il momento del fare il bucato un’occasione di incontro, di scambio e di solidarietà.
Il tetto aggiunto a capanna in legno e coppi, sorretto da colonne tuscaniche in granito, proteggeva i corridoi laterali e le vasche, rendendo il luogo fruibile anche nelle stagioni più rigide. Verso la strada, una graziosa fontana a vasca tonda con getto di acqua potabile, posta dal Comune, offriva ristoro al viandante, a conferma della funzione pubblica e accogliente di questo spazio.
Dopo anni di abbandono, nel 1997 il lavatoio è stato restaurato sotto la supervisione della Sovrintendenza ai Monumenti della Regione Lombardia, restituendo alla comunità non solo un bene architettonico, ma un simbolo identitario. Oggi, il Lavatoio di Garavesa non è solo un angolo pittoresco da scoprire, ma un prezioso punto di contatto tra la storia locale e il presente, tra il gesto quotidiano e la memoria condivisa.
Curiosità: La Garavesa, il corso d’acqua che alimenta il lavatoio, nasce dal lago di Sartirana a Merate e sfocia nell’Adda passando per il laghetto di Praela, ed è da sempre una presenza familiare e quotidiana per gli abitanti di Imbersago. A monte viene affettuosamente chiamata “Ruschetta”, mentre chi vive più a valle la conosce come “roggia”, quasi fosse un secondo, piccolo fiume cittadino.
Nella memoria cittadina il corso d’acqua è un luogo di svago per bambini e bambine che vi imparavano a nuotare, come in una palestra d’acqua, prima di affrontare le correnti dell’Adda. In estate ci si tuffava nei tratti più profondi — i cosiddetti “fondon” — dove si posavano pietre per creare pozze in cui fare il bagno.
Modalità di Accesso
Il Lavatoio di Cascina Garavesa è liberamente accessibile in ogni momento.