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L'area da cui godere della vista del Traghetto Leonardesco è sempre liberamente accessibile. Il Traghetto, invece, segue degli orari di apertura regolari.

Porta nord dell'Ecomuseo "Adda di Leonardo", Imbersago è specialmente nota per il Traghetto Leonardesco a fune sul fiume, oltre che per il Santuario seicentesco della Madonna del Bosco. In condizioni favorevoli di portata fluviale, da secoli e ancora oggi, il traghetto o "porto natante" fa servizio di trasporto tra la riva lecchese di Imbersago a quella bergamasca di Villa d'Adda.
Lungo la cerniera dell'Adda, liquido confine tra Ducato di Milano e Repubblica Serenissima di Venezia, insistevano sei traghetti a fune di diritto esclusivamente milanese. Da nord a sud: il traghetto di Olginate era a pendolo, giovandosi di un palo conficcato in piena Adda; un ponte sostituì quello di Brivio nel 1917; il traghetto di Imbersago è l'unico ancora in funzione; quello di Trezzo venne sostituito da un arco reticolare nel 1886. Leonardo da Vinci ritrasse sia il traghetto tra Vaprio e Canonica d'Adda (Codice Windsor, RCIN 912400) sia quello di Cassano d'Adda (Manoscritto K di Francia, 99). Il documentato interesse del genio vinciano per la tecnologia dei porti natanti sull'Adda ha meritato l'aggettivo di "leonardesco" al superstite traghetto di Imbersago.
Il Traghetto di Imbersago è l'ultimo attualmente in funzione sul fiume Adda. Assicurato a una fune tesa tra il Comune di Imbersago e il Comune di Villa d'Adda, il doppio scafo del traghetto resiste alla forza naturale del fiume, la scompone e la reimpiega per attraversarlo. Privo di motore, infatti, il traghetto ha un solo timone che può essere utilizzato dal traghettatore durante l'attraversamento per dare la giusta angolatura e dunque la giusta spinta alla traversata.
Il traghetto è composto da due solide imbarcazioni affiancate, unite da una piattaforma che funge da pontile e accoglie passeggeri, piccoli carichi e persino auto. Da questa piattaforma si erge un albero con un rullo metallico, elemento chiave che permette lo scorrimento controllato lungo la fune. Questo sistema, che scompone la forza del fiume, racchiude principi di fisica e idraulica che richiamano l'approccio analitico e innovativo di Leonardo da Vinci nei suoi studi.
Leonardo dedicò una parte significativa dei suoi studi all'analisi delle dinamiche fluviali e alla progettazione di congegni per la navigazione, come dimostrano i suoi quaderni ricchi di schizzi e disegni di ponti, chiuse, canali e sistemi di trasporto ad acqua, nei quali emerge una profonda comprensione delle forze naturali e una costante ricerca di soluzioni innovative per sfruttarle al meglio. Sebbene il traghetto di Imbersago non sia un progetto autografo, la sua concezione si inserisce perfettamente in questo contesto, rappresentando un esempio concreto dell'applicazione dei principi leonardeschi all'ingegneria fluviale. Leonardo è un discepolo dell’acqua. Potremmo scandire la sua biografia sulla cadenza del fiume lungo cui ha lasciato la sua impronta: l’Arno della giovinezza, l’Adda dei suoi soggiorni lombardi, il Tevere del passaggio romano e infine la Loira della sua senescenza. La critica d’arte rileva come le capigliatura immortali, assegnate da Leonardo pittore alle Madonne e agli angeli che dipinge, non abbiano nulla di umano ma siano piuttosto vortici d’acqua.
In particolare, il traghetto di Imbersago può essere visto come una realizzazione pratica delle idee di Leonardo riguardo all'utilizzo della corrente come forza motrice. I suoi studi sull'idrodinamica, sulla resistenza dei materiali e sulla progettazione di imbarcazioni si riflettono nella struttura del traghetto, che sfrutta la spinta dell'acqua per muoversi lungo la fune, minimizzando lo sforzo umano. Dunque, pur non essendo quest’opera direttamente attribuibile a Leonardo, rappresenta un'eredità del suo ingegno nel campo dell'ingegneria fluviale e la denominazione "leonardesco" è un omaggio alla sua capacità di comprendere e sfruttare le forze della natura, un'abilità che si manifesta in modo concreto ancora oggi in questo straordinario esempio di ingegneria.
L'esperienza di attraversare il fiume Adda a bordo di questo traghetto è un vero e proprio viaggio immersivo non solo nell’ingegnosità, ma anche nella storia del territorio: qui infatti, nel novembre del 2006, è stato firmato l’atto costitutivo dell'Ecomuseo "Adda di Leonardo", una scelta che sottolinea il ruolo centrale del traghetto come simbolo del patrimonio culturale e storico del luogo e della sua comunità.
Curiosità: Le vicende del traghetto si intrecciano dunque indissolubilmente col luogo, ma anche con le storie dei suoi traghettatori, figure spesso anonime ma fondamentali per la vita delle comunità rivierasche, non semplici conduttori di un mezzo di trasporto, ma veri e propri custodi di un sapere pratico, conoscitori intimi dei ritmi sinuosi dell'Adda. Tra queste figure, alcune emergono con una luce particolare, tessendo ulteriormente il legame tra il traghetto e la comunità. Basti pensare a Edoarda Rigamonti, che per lungo tempo gestì con dedizione, insieme al marito, sia il traghetto che l'accogliente osteria antistante sulla sponda di Imbersago: la sua immagine tenace e operosa rimane vividamente impressa nella memoria collettiva come simbolo di un'epoca in cui il lavoro sul fiume era parte integrante, pulsante, della vita quotidiana. Ma la storia dei traghettatori riserva altre sorprese affascinanti, come quella del pittore Donato Frisia Junior: artista sensibile alla bellezza dei paesaggi lombardi, trovò forse nel placido scorrere dell'Adda e nel suo ruolo di traghettatore una nuova prospettiva, un contatto diretto con l'anima del suo territorio che si rifletteva nella sua arte. Questo suo intermezzo alla guida del traghetto dimostra come il fiume e il suo attraversamento abbiano saputo attrarre figure diverse e talentuose, legate al territorio, e oggi, a testimonianza di questo legame, il sindaco del paese si dedica regolarmente alla conduzione del traghetto ogni domenica, un gesto che sottolinea come questa antica imbarcazione non sia solo un mezzo di collegamento, ma un vero e proprio simbolo identitario, un patrimonio condiviso che continua a unire la comunità di Imbersago al suo amato fiume e alla sua storia.
Per diversi cittadini del territorio il traghetto era associato al lavoro: per molti era infatti il mezzo di trasporto per arrivare nelle manifatture tessili situate sulla sponda lecchese, in particolare, l'industria della lavorazione della seta, che rappresentava un importante polo occupazionale. Il traghetto era dunque un collegamento essenziale per i lavoratori che dalle campagne bergamasche si recavano quotidianamente alle filande.
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Febbraio 6, 2026 3:25 am local time
L'area da cui godere della vista del Traghetto Leonardesco è sempre liberamente accessibile. Il Traghetto, invece, segue degli orari di apertura regolari.
Piazzale Leonardo da Vinci, Imbersago, LC, Italia
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