Al cadere dell’Ottocento il Naviglio di Paderno è stato adeguato a presa derivatrice per la centrale idroelettrica Edison “Angelo Bertini” di Cornate d’Adda. Il canale, tuttavia, conserva ancora oggi l’incile settecentesco, e cioè l’inizio della sua derivazione artificiale dal corso naturale del fiume. A scandire il Naviglio dall’Adda non è solo una paratia oggi automatizzata, ma anche una diga a palizzata in legno di tipo poiré. Coevo all’epoca di costruzione della centrale Edison “Bertini”, questo manufatto (detto diga vecchia) ne sostituì uno precedente, formato da un rialzo sommerso, la cui altezza era misurata per trattenere e riversare nel canale solo l’acqua indispensabile per la navigazione.
Come enormi fiammiferi, posati uno accanto all’altro, i panconcelli che compongono l’attuale diga a palizzata vengono tolti per aprire (aggiunti per chiudere) il passaggio dell’acqua nel corso naturale del fiume. Un tempo, questa manovra era tutta manuale e affidata a squadre di operai, che risiedevano presso la casa del guardiano; oggi la manovra è resa più sicura da una parziale automazione, che non prescinde però dall’intervento del custode: ai termini di legge, infatti, assume lui la responsabilità della gestione idraulica presso dighe simili.
Un’altra diga a panconcelli, presso la centrale idroelettrica Enel “Alessandro Taccani” di Trezzo sull’Adda, è stata dismessa negli anni Novanta del Novecento in favore di una soluzione a paratie oleomeccanica. Ancora più a sud, invece, una diga di tipo Poirée simile a quella di Paderno si osserva a Concesa, frazione trezzese, in prossimità dell’incile del Naviglio della Martesana e a servizio di ulteriori impianti idroelettrici.
Modalità di Accesso
L’area esterna della Diga vecchia, dell'incile del Naviglio e della Casa del guardiano della diga è sempre accessibile. L’accesso agli spazi interni, invece, non segue orari di apertura regolari.