
L’itinerario in breve
Il fiume Adda non è stato solo un corso d’acqua, ma per secoli un vero confine politico, culturale e militare. Seguendo le sue rive si incontrano castelli, torri e villaggi che testimoniano lotte tra Ostrogoti, Longobardi, milanesi, bergamaschi, veneziani e francesi. Questo itinerario propone di ripercorrere i luoghi principali, dando voce alla storia che li ha segnati.
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A Garlate, nel 490, il re ostrogoto Teodorico sconfisse Odoacre, ultimo re d’Italia. Qui cadde il generale Pierius, ricordato ancora oggi in un’epigrafe presso la Parrocchia di Santo Stefano. Passeggiare lungo queste rive significa immergersi nel momento in cui l’eredità romana lasciava spazio a un mondo nuovo: il fiume diventa testimone di un passaggio epocale, dove la storia europea incontra la memoria locale.
A Cornate d’Adda, nel 689, il Re longobardo Cuniperto sconfisse il rivale Alachis. Non fu solo una vittoria militare, ma un atto che riaffermò la legittimità del potere regio contro l’usurpazione. Fermarsi qui consente di cogliere come l’Adda fosse già allora una linea di autorità, un confine che separava ma allo stesso tempo difendeva, trasformando il fiume in strumento di identità politica. È incerto il luogo esatto dello scontro ma, certamente, il guardo dell’Adda e l’antica strada costiera (alta sul fiume) hanno deciso gli spostamenti militari dei due schieramenti.
Poco più a valle, il Fosso Bergamasco tracciava il confine fra Ducato di Milano e Repubblica di Venezia, consolidato con la Pace di Lodi del 1454. Oggi, poco distante, sorge Crespi d’Adda, villaggio operaio ottocentesco e patrimonio UNESCO. In questo luogo il visitatore sperimenta un curioso rovesciamento: da scenario di scontri medievali a simbolo di progresso industriale e sociale, testimonianza di come le stesse rive abbiano potuto ospitare prima conflitti e poi utopie di armonia comunitaria. Il campanile a vela, poggiato sul lato esterno della chiesa, rintocca le ore ai Crespesi su una settecentesca campana che un tempo stava in cima a una garetta (una torretta di controllo), che sorgeva propria a difesa del Fossato Bergamasco.
Lungo le due sponde si alzano ancora torri e castelli, testimonianza del ruolo bellico dell’Adda. Sul lato bergamasco restano i ruderi del Castello dell’Innominato di Manzoni, la Torre di Villa d’Adda, il Castello Vimercati-Sozzi e il Castello Colleoni di Solza. Sul versante milanese resistono le Rocchette di Airuno e Paderno presso Porto d’Adda, le Torri di Colnago e di Busnago, il Castello Borromeo di Corneliano Bertario e, soprattutto, i grandi forti di Brivio, Trezzo. Queste architetture, nate non per stupire ma per resistere, raccontano con le pietre ciò che i libri narrano con le parole: un confine così vicino e fragile che ogni torre era un occhio rivolto verso il nemico. Fermarsi davanti a queste rovine significa comprendere come la vita quotidiana fosse inseparabile dalla costante attesa dell’assalto.
Le pietre di questi castelli cantano una storia antica. Spesso, si riscontra alle loro basi un ispessimento, chiamato “scarpa” o “zeppa”, che modifica e irrobustisce la parte bassa, fondativa di mura e torri. A partire dal Cinquecento, quando l’arte della guerra adotta stabilmente l’uso della polvere da sparo, le armi da fuoco e l’artiglieria pesante sostituiscono l’assalto all’arma bianca. È una rivoluzione tecnica ma anche l’atto di nascita della guerra moderna, che uccide proditoriamente a distanza. La spada, invece, richiedeva necessariamente uno scontro leale e in duello sotto il segno dell’etica cavalleresca. Proprio per resistere alla novità dell’artiglieria pesante, dal Cinquecento anche i castelli dell’Adda si dotano di “zeppe” adeguate a parare i colpi di cannone, perché non compromettano la stabilità delle strutture militari colpite alla base. Oltre che negli studi di idraulica, lungo l’Adda Leonardo da Vinci si applica anche a questi studi di ingegneria militare, come dimostra il foglio RCIN 919077 del Codice Windsor, in cui il genio toscano ritrasse in pianta il Castello di Trezzo sotto il cannoneggiamento del gennaio 1513.
Il percorso culmina a Cassano d’Adda, il vero cuore delle battaglie. Qui nel 1259 si combatté la crociata contro il feroce Ezzelino III da Romano, nel 1705 lo scontro tra francesi e austro-prussiani durante la guerra di successione spagnola, e nel 1799 la battaglia fra francesi e austro-russi in piena età napoleonica. Ogni secolo ha lasciato su Cassano la propria impronta di sangue e di gloria: fermarsi in questo luogo e visitare il Castello significa sfogliare un “manuale vivente” di storia militare europea, dal Medioevo all’età moderna, racchiuso in un solo tratto di fiume.
Seguire questo itinerario significa scoprire come un fiume possa diventare protagonista della storia. L’Adda ha diviso popoli e li ha messi in conflitto, ma oggi unisce le sue due rive in un patrimonio condiviso di memoria, natura e architettura.
La Chiesa di Santo Stefano è un luogo dove fede, storia e memoria si intrecciano: dalle radici paleocristiane alle vicende medievali, fino alle cure moderne, ogni pietra racconta l’anima di Garlate e il passaggio dei secoli sulle sue rive.
Chiesa Parrocchiale di Santo StefanoSul fiume Adda, nel 689, la vittoria di Cuniperto su Alachis trasformò il confine naturale in simbolo di potere e identità politica longobarda.
Cuniperto, re dei Longobardi, e la battaglia di CoronateDal confine conteso del Fosso Bergamasco al villaggio operaio di Crespi d’Adda, le rive dell’Adda raccontano il passaggio dalla guerra medievale all’utopia industriale.
Crespi d’AddaTra mito manzoniano e millenni di storia, il Castello dell'Innominato si erge come sentinella di pietra sull’Adda, offrendo al visitatore un incontro unico tra paesaggio, memoria bellica e letteratura.
Castello dell’InnominatoLa Torre di Villa d’Adda, un tempo presidio militare e corte rurale, oggi risorge come Museo del Territorio, ponte tra la memoria del fiume e le radici di una comunità.
Torre di Villa d'AddaIl Castello dei Vimercati Sozzi, tra le alture di Cisano e le acque dell’Adda, custodisce secoli di alleanze e contese, innalzando ancora oggi il suo mastio come memoria di un casato ghibellino fedele a Milano.
Castello Vimercati-SozziIl Castello Colleoni di Solza, culla del celebre condottiero e custode di secoli di storia, trasforma le sue antiche mura in un mosaico di memorie, cultura e vita comunitaria.
Castello Colleoni di SolzaSospesa tra fede e paesaggio, la Rocchetta di Airuno unisce secoli di storia, devozione mariana e panorami senza confini sulle valli lombarde.
Rocchetta di AiurunoIl Santuario della Madonna della Rocchetta, sospeso tra le rocce e l’Adda, è un luogo dove storia, fede e leggenda intrecciano lo sguardo della Vergine con la devozione di due comunità.
Santuario della Madonna della RocchettaLa Torre di via Castello, ultimo frammento di un fortilizio scomparso, innalza ancora le sue pietre come memoria viva del Medioevo che veglia sulle rive dell’Adda.
Torre di Via CastelloLa Torre di via Carotte, eretta con le pietre dell’Adda e segnata dalle ferite del 1277, custodisce ancora oggi il silenzioso respiro di un Medioevo fatto di fede, battaglie e memoria.
Torre di CarotteLe torri di Busnago, ultime sentinelle di un sistema difensivo longobardo, raccontano ancora oggi leggende di regine e di strade antiche, custodi silenziose di un Medioevo che univa fede e frontiera.
Le Torri di BusnagoIl Castello Borromeo di Corneliano Bertario, nato da esigenze di difesa e trasformato in dimora nobiliare, innalza ancora le sue mura tra fiume e campagne, custode di secoli di storia e splendore lombardo.
Castello Borromeo di Corneliano BertarioIl Castello di Brivio, tra rovine romane, fasti medievali e memorie industriali, custodisce duemila anni di storia lungo l’Adda, testimone silenzioso di distruzioni, rinascite e di un tesoro paleocristiano che lo lega al mondo.
Castello di BrivioIl Castello Visconteo di Trezzo, forgiato tra pietre d’Adda e leggende, racconta la potenza di Bernabò e custodisce ancora oggi l’eco di storia, ribellioni e fantasmi.
Castello VisconteoIl Castello Visconteo di Cassano d’Adda, sentinella millenaria sull’ansa dell’Adda, intreccia guerre, dinastie e memorie in un monumento che ancora oggi racconta la grandezza e la fragilità del tempo.
Castello Visconteo