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La Centrale Idroelettrica Guido Semenza è in attività e non aperta al pubblico, ma apre le sue porte ai visitatori in rare occasioni, come ad esempio durante le giornate FAI di autunno.

Nel tratto lecchese del fiume Adda, a Calusco, si erge la Centrale Idroelettrica Guido Semenza, un impianto di proprietà Edison che ha lasciato un segno profondo nella storia energetica italiana; è stata dedicata all’ingegner Guido Semenza, figura di spicco che, come direttore tecnico di Edison, contribuì in modo decisivo a plasmare il panorama energetico dell’epoca.
La sua costruzione, avviata nel 1917 e completata nel 1920, fu un’iniziativa strategica volta a massimizzare lo sfruttamento idroelettrico dell’Adda in quel preciso tratto fluviale, un ambizioso progetto, che mirava ad aumentare la produzione di potenza complessiva destinata al mercato, curato dall’ingegner Angelo Bertini, già noto per la sua esperienza nella progettazione della Centrale Esterle.
Il progetto idraulico fu affidato all’ingegner Paolo Milani, mentre la parte elettrica vide la supervisione dello stesso Guido Semenza, il tutto coordinato dall’ingegner Angelo Bertini. L’impianto fu originariamente concepito con due gruppi di generazione, ciascuno da 1.800 kW, per una potenza installata iniziale di 3.700 kW. Dal punto di vista ingegneristico, la centrale è stata concepita per sfruttare grandi volumi d’acqua, circa 70 m³/s, anche con un salto modesto, convogliando direttamente l’acqua alle turbine. La sua peculiarità, che le valse il soprannome di “centrale sommersa”, risiede nel posizionamento delle macchine: mentre la sala controllo si trova al di sopra del pelo dell’acqua, le turbine originali di tipo Francis e gli alternatori Brown Boveri si trovano a circa 6 m sotto il livello dell’acqua.
Architettonicamente, l’edificio si fonde armoniosamente con l’ambiente circostante, presentandosi come un fabbricato a due piani: esternamente, è interamente rivestito in Ceppo d’Adda, una pietra locale che gli conferisce un aspetto sobrio ed elegante, arricchito da dettagli come finestroni ad arco e cornici in mattoni a vista; all’interno, ampie vetrate illuminano gli spazi, impreziositi da diverse decorazioni a colonnine ed elementi in ferro battuto.
Tra il 2002 e il 2003, la Centrale Semenza è stata oggetto di un’importante opera di ristrutturazione e potenziamento, un intervento che ha portato all’installazione di due nuovi gruppi di produzione con turbine Kaplan, incrementando la potenza installata a 6,8 MW. Durante questi lavori, l’intero edificio è stato accuratamente restaurato, rispettando le sue forme architettoniche originali e preservandone l’inestimabile valore storico.
Oggi, la Centrale Guido Semenza è pienamente operativa, e, sebbene la sua gestione sia ora telecondotta da remoto, la sua rilevanza storica e la sua bellezza architettonica la rendono un’opera di grande interesse, occasionalmente aperta ai visitatori a cui viene offerta un’opportunità unica per apprezzare un raro esempio di archeologia industriale perfettamente funzionante e armoniosamente integrata nel paesaggio dell’Adda.
La Centrale Idroelettrica Guido Semenza è in attività e non aperta al pubblico, ma apre le sue porte ai visitatori in rare occasioni, come ad esempio durante le giornate FAI di autunno.
Via Alzaia Naviglio, Robbiate, BG, Italia
Circa 1 ora
Aperture in occasioni particolari