A pochi passi dal centro di Robbiate, lì dove le strade raccontano ancora storie di antiche famiglie e battaglie dimenticate, si apre Piazza Paolo Airoldi, dominata dalla presenza silenziosa ma eloquente di Palazzo Airoldi.
Proprio al piano terra del Palazzo, affacciata sulla strada, si trova la Gelateria Spini, a ricordare come la vita quotidiana continui a scorrere tra le stesse mura che un tempo ospitarono la nobiltà robbiatese. Inglobato nel tessuto urbano e nel brusio del passeggio quotidiano, questo edificio conserva ancora segni del suo passato nobile — come il curioso portale con la “linguaccia”, un dettaglio iconico che per anni fu dipinto di rosso, quasi a sfidare il tempo con un sorriso beffardo.
Ma dietro la pietra, vive una vicenda intensa che affonda le radici in uno dei momenti più turbolenti della storia locale. Durante la battaglia di Verderio del 1799, le truppe austro-russe, vittoriose sui francesi, travolsero anche il paese di Robbiate. La casa degli Airoldi fu saccheggiata brutalmente. I testimoni raccontano — con parole conservate nell’Archivio di Stato di Milano — di come Don Giovanni Airoldi, figura eminente del paese e fratello del nobile Don Ambrogio, fu spogliato e percosso dai soldati russi, che misero la dimora a soqquadro e dispersero ogni documento atto a comprovare la nobiltà della famiglia.
Eppure, la memoria non si cancella così facilmente. Due anziani terrieri, Francesco Consoni e Giovanni Panzeri, dichiararono decenni dopo — con la forza della testimonianza orale — che la famiglia Airoldi era riconosciuta da tutti come “illustrissima”, sinonimo indiscusso di nobile lignaggio. Le loro parole, semplici e toccanti, restituiscono dignità a una storia lacerata dalla guerra, e rafforzano il legame tra il palazzo e la comunità che ancora oggi ne riconosce il valore.
Piazza Airoldi non è solo uno slargo urbano: è un archivio a cielo aperto, un luogo dove l’architettura dialoga con la memoria, dove un dettaglio scolpito nella pietra può evocare secoli di storia, dignità e resistenza. Passeggiare qui significa calcare le stesse pietre su cui sono passati conti, ufficiali, e cittadini comuni, legati tutti da un’unica, profonda appartenenza: quella alla storia di Robbiate.
Modalità di Accesso
Piazza Airoldi è liberamente accessibile in ogni momento. Palazzo Airoldi è visibile solo dall'esterno.