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    Chiesa prepositurale dei Santi Gervaso e Protaso

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    La Chiesa Prepositurale dei SS. Gervaso e Protaso è la risultante di una serie di interventi progressivi in termini di ampliamento architettonico e si caratterizza per le numerose e preziose opere d’arte che racchiude.

    Interessante è l’itinerario che porta all’edificio attuale: dalla piccola cappella campestre di Santa Maria de Crino al corpo di fabbrica del XV secolo e al successivo innalzamento della navata e dell’abside, fino a giungere agli ampliamenti novecenteschi, che vedono il completamento dell’edificio in maestoso stile gotico-lombardo, ad opera dell’arch. Gaetano Moretti.

    Dell’originaria Cappella di Santa Maria de Crino – oggi Cappella del Crocifisso – si hanno notizie a partire dal 1155, quando il piccolo edificio viene menzionato nel Privilegio dell’Arcivescovo milanese Oberto da Pirovano. Ricostruita entro gli anni Sessanta del Trecento, conserva affreschi di scuola giottesca e pitture devozionali, realizzate tra il 1360 e il 1370 nel contesto dei cosiddetti oratori viscontei.

    Un’iscrizione apocrifa alla base di uno dei pilastri che immettono nel presbiterio fa risalire l’ampliamento dell’edificio, con l’erezione dell’attuale navata centrale, al 1362. È tuttavia certo che, alla fine del Trecento, esiste notizia della Chiesa dei SS. Gervaso e Protasio, come sede parrocchiale.

    Il catino dell’abside ospita un intenso e originale affresco raffigurante la SS.ma Trinità e la Pentecoste. Esso venne realizzato tra il 1591 e il 1592, all’interno del progetto di rinnovamento architettonico dell’edificio che, tra Cinquecento e Seicento, vede l’innalzamento della struttura e l’inaugurazione di una nuova campagna decorativa, sull’esempio delle grandi realizzazioni del Rinascimento milanese. Un particolare dal valore esemplificativo riguarda la decorazione a finti cassettoni e rosoni, ad imitazione di quanto compiuto in Santa Maria delle Grazie, a Milano.

    A realizzare la grandiosa Pentecoste è chiamato Aurelio Luini, figlio del grande leonardesco Bernardino, che lavora nella decorazione dell’intera abside con il suo collaboratore Giovanni Pietro Gnocchi.

    La scena è divisa in due settori, chiaramente distinti dalla balaustrata che corona l’ambiente del Cenacolo, nella metà inferiore dell’affresco. Si tratta di un edificio porticato, formato da colonne scanalate e cariatidi alate che immettono in tre ambienti congeniati in modo da indurre l’occhio dell’osservatore a spingersi oltre. Al centro della scena si trova il trono su cui è assisa Maria in preghiera, attorniata dagli Apostoli Pietro e Paolo e, a destra e a sinistra, dagli altri dieci – di grande proporzione – e da una miriade di personaggi, discepoli e uomini di ogni provenienza, destinatari dell’annuncio evangelico. Al di sopra della balaustrata si trova l’epifania della SS.ma Trinità.

    Nella parte inferiore dell’abside, dal classico andamento poligonale, campeggiano la raffigurazione di Sant’Ambrogio in trono e le gigantesche figure dei Santi Gervaso e Protaso che Luini e Gnocchi realizzarono in sovrapposizione ad un più antico polittico, riportato alla luce in seguito ai restauri del 1929. Sul versante stilistico e cromatico, l’impianto decorativo si mostra come un’importante testimonianza della pittura lombarda tardo cinquecentesca, influenzata dai grandi pittori della schiera leonardesca.

    Nella navata sinistra si aprono quattro cappelle, tutte in stile neogotico. Quella del Sacro Cuore racchiude la Croce detta “di San Carlo” e la pala del Sacro Cuore, opera di Ludovico Pogliaghi, autore anche della pala di San Giuseppe nell’omonima cappella. La Cappella della Regina Pacis conserva una piccola statua dalle fattezze ascrivibili allo stile di Bonino da Campione, importantissimo maestro della scultura gotica. Chiude la serie il bel Battistero con decorazioni “a graffito”. Ultima in ordine di realizzazione, l’imponente facciata in stile gotico lombardo, opera stupenda di Gaetano Moretti, che racchiude una delicata lunetta in cotto, opera di Giannino Castiglioni, che rappresentala la Madonna in trono venerata dai SS. Gervaso e Protaso, Carlo Borromeo e Gaetano da Thiene.

    Sugli esterni, non può essere trascurato lo svettante campanile, opera del Moretti, completato nel 1914, in sostituzione della storica torre citata nel capitolo XVII de I Promessi Sposi, e la Storia dell’asino, novella edificante eseguita a graffito da Archimede Albertazzi sotto il portico del sagrato. La Storia rammenta l’inconsistenza delle chiacchiere, del pettegolezzo, dei giudizi facili a tutto vantaggio del ben operare senza dare udienza a vani pareri.

    Domenico Vescia

    Modalità di Accesso

    La Chiesa prepositurale dei Santi Gervaso e Protaso segue orari di apertura variabili ed è visitabile nel rispetto della sacralità del luogo.
    Le Sante messe vengono celebrate:
    - dal lunedì al giovedì, alle 09:00 e alle 18:00
    - il venerdì alle 09:00
    - il sabato, alle 18:00
    - la domenica, alle 09:00, alle 11:00 e alle 18:00
    Le visite guidate vengono condotte su prenotazione e a pagamento, a cura della ProLoco di Trezzo sull'Adda. Per maggiori informazioni si consiglia di contattare i recapiti della Proloco di Trezzo sull'Adda.

    Tipo di esperienza
    • Raggiungibile in auto
    • Accessibilità motoria
    • Contesto cittadino
    • Interesse religioso
    • Interesse storico-artistico e architettonico
    Mappa
    • Piazza Nazionale, 10, Trezzo sull'Adda, MI, Italia

      Get Directions
    Comune
    • Trezzo sull'Adda
    Categoria
    • Architettura religiosa
    Tipologia Luogo
    • Edificio di culto
    Durata

    1 ora circa

    Modalità di Ingresso

    Gratuito

    Accessibilità

    *accessibilità motoria

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