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Il Ponte sull’Adda - Ponte tra Trezzo e Capriate San Gervasio è percorribile a piedi e in auto.
È liberamente accessibile in ogni momento.

Il ponte San Michele (1889), reticolare in ferro tra Paderno e Calusco d’Adda, non è un episodio solitario lungo il fiume. Ispira opere successive, come l’oggi rinnovato ponte Invitti (1893) tra Vaprio e Canonica d’Adda, ed è ispirato a opere precedenti: soprattutto il ponte tranviario (1886) progettato dall’ing. Julius Röthlisberger tra Trezzo e Capriate d’Adda.
In soli 5 anni lo stesso ingegnere e la stessa Società, le Officine di Savigliano, costruiscono infatti sia questo arco sia il San Michele. Maggiore per età e minore per ampiezza, il ponte di Trezzo era fratello del ponte di Paderno; ma cosa rimane oggi della sua struttura? L’arco trezzese viene costruito tra l’aprile 1884 e il settembre 1886. La sua demolizione è spesso imputata a 2 frane staccatesi in riva bergamasca a valle (1908) e a monte (1939) del viadotto: il primo crollo uccide 5 persone, del secondo affiorano ancora alcuni macigni in Adda. Queste frane non intaccano tuttavia la stabilità del ponte. Solo l’usura delle parti in ferro e l’angustia della carreggiata inducono la sua sostituzione con l’attuale struttura in calcestruzzo armato a trave Gerber. Progettata presso l’ufficio tecnico della Provincia di Milano, d’intesa con quella di Bergamo che provvede l’altra metà degli 85 milioni necessari, l’esecuzione viene assunta nell’agosto 1952 dalla Società Ferrobeton: progettista calcolatore l’ing. Guido Tonolo, consulente l’ing. Arturo Danusso, direttore dei lavori l’ing. Dario Zambroni.
Il progetto riutilizza parti dell’opera preesistente: si mantengono i 2 dadi di ceppo alle basi; i 2 scomparti centrali dei piloni sorgono entro le torri a traliccio che reggevano l’arco dismesso; poggianti a mensole ancora visibili, i ferri tagliati della vecchia travata sono impiegati come sostegni per gettare la nuova travata in cemento. Con una media giornaliera di 26 operai, la Ferrobeton inizia i lavori per il ponte nell’agosto 1952: la prova di carico data al settembre 1953 con 4 autotreni che trasportano ciascuno 30 t di cemento; l’inaugurazione data al 13 dicembre successivo. Su istanza del Comune di Trezzo, l’Amministrazione provinciale di Milano affida alla Ferrobeton di costruire sull’Adda una passerella in legno per consentire un passaggio provvisorio durante il cantiere. Sorveglianza e regolazione del transito spettano ai 2 municipi rivieraschi che tardano a incaricare i rispettivi addetti finché, nella notte del 31 dicembre 1952, alcuni vandali non lasciano divelti 5 m di parapetto sulla passerella. Il Comune trezzese assume allora il custode Carlo Barzaghi da Concesa perché diriga il passaggio nelle fasce orarie consentite dai lavori. Il 19 ottobre 1953 l’Adda in piena distrugge la passerella, accelerando la parziale apertura del nuovo viadotto al transito pedonale o con bici a mano. Nel luglio 1955 Vittorio Pedrali posa su palo in cemento la prima lampada elettrica del ponte: illumina la curva definita assai pericolosa e, per esigenza di carattere morale, la scaletta discendente all’incrocio tra le vie Marocco e Pozzone. Per la stessa moralità, in quelle settimane, un manifesto avvisa che lungo l’Adda è proibito durante la stagione estiva il costume in due pezzi per le donne e quello ad un pezzo (slip) per gli uomini. Da allora ne è passata di acqua sotto al ponte.
Il Ponte sull’Adda - Ponte tra Trezzo e Capriate San Gervasio è percorribile a piedi e in auto.
È liberamente accessibile in ogni momento.
Via Vecchia per Monza, 20, 20056 Trezzo sull'Adda MI, Italia
Circa 15 minuti
Gratuito