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    Bocche della Roggia Vailata e pradèl

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    Alle porte di Canonica d’Adda, dove l’Adda ha da poco ricevuto le acque del Brembo, la natura si apre in un suggestivo abbraccio fluviale e il ponte unisce la riva bergamasca a quella milanese di Vaprio. Qui nasce la Roggia Vailata: un canale antico e vitale, incastonato nel cuore della Lombardia rurale, un’opera d’ingegneria idraulica quattrocentesca che ancora oggi testimonia l’ingegno e la tenacia delle comunità del passato.

    Derivata originariamente nel territorio di Fara Gera d’Adda e poi spostata a Canonica per motivi tecnici, questa Roggia fu ribattezzata “Vailata” nel 1474, quando il duca Galeazzo Maria Sforza concesse al borgo di Vailate l’apertura di una nuova bocca “a gomito”, aumentando la portata d’acqua destinata all’irrigazione dei fertili campi della Bassa.

    Oggi tranquilla e serena nel suo scorrere, la Roggia è stata per secoli linfa segreta di un paesaggio operoso: ha irrigato soprattutto campi generosi ma ha anche fatto girare ruote di mulini. Un tempo, lungo il suo corso, si ascoltava il ritmo del lavoro contadino e artigiano, alimentato dalla semplice, instancabile forza dell’acqua.

    Le attuali bocche di presa, collocate strategicamente a valle della confluenza dei due fiumi, poggiano su una mura in ceppo d’Adda. Su di essa veglia la statua di San Giovanni Nepomuceno, protettore delle acque, a ricordare la costante minaccia delle piene e il valore sacro attribuito a questo fragile equilibrio tra uomo e natura.

    La Roggia Vailata si snoda poi per circa 15 chilometri attraverso un articolato reticolo di rami e derivazioni che alimentano un paesaggio agricolo di straordinaria ricchezza, toccando sei comuni e numerose cascine storiche. La sua presenza ha modellato il territorio e la vita rurale per secoli, garantendo risorse, sviluppo e una relazione profonda con l’acqua come bene comune.

    Ma è nel tratto iniziale, tra le bocche di presa e la diga di Sant’Anna, che la Vailata regala forse il suo volto più poetico. Qui si apre un sentiero botanico, percorso tra il fiume e la roggia, costellato da pannelli didattici, scorci naturalistici e incontri con cigni e anatre. È un viaggio nel tempo e nella natura, dove lo sguardo abbraccia le sponde di Canonica e Vaprio d’Adda, e dove l’acqua non è solo risorsa, ma racconto, memoria, respiro del paesaggio.

    A suggellare questo luogo di incanto è il Prédèl, lo sperone roccioso immortalato da Leonardo da Vinci nei primi anni del Cinquecento. L’artista, ospite a Villa Melzi, disegnò questo tratto dell’Adda con il traghetto a fune che, fino al XIX secolo, collegava le due sponde. Il suo celebre schizzo — oggi conservato a Windsor — cattura l’anima del luogo: il ponte a tre archi sulla roggia, il profilo inconfondibile della roccia, la quiete immutata del paesaggio.

    Qui, tra le bocche della Vailata e il Prédèl, l’acqua non è soltanto elemento fisico: è filo conduttore tra arte, tecnica, storia e natura. È la voce silenziosa di una terra che continua a raccontarsi con grazia e autenticità.

    Contenuto testuale sviluppato a partire dagli scritti di Giancarlo Lecchi e Anna Panzeri

    Modalità di Accesso

    Le Bocche della Roggia Vailata e pradèl sono liberamente accessibili in ogni momento.

    Tipo di esperienza
    • Immerso nella natura
    • Lungo i corsi d'acqua
    • Interesse naturalistico e paesaggistico
    Mappa
    • Via G. Matteotti, 2, Canonica d'Adda, BG, Italia

      Get Directions
    Comune
    • Canonica d'Adda
    Tipologia Luogo
    • Sito naturale
    • Ingegneria idraulica
    Durata

    Circa 30 minuti

    Modalità di Ingresso

    Gratuito

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