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L’itinerario in breve
Dove il contemporaneo si rivela: un itinerario nell’Ecomuseo Adda di Leonardo è un percorso che attraversa alcuni tra i nove comuni lungo il fiume, componendo un mosaico di luoghi, opere e suggestioni dove l’arte contemporanea dialoga con il paesaggio, la storia e l’eredità leonardesca dell’Ecomuseo.
Dalla collezione della Galleria del Premio Morlotti di Imbersago alle installazioni del progetto LIMEN. I luoghi soglia, dagli affreschi novecenteschi di Vanni Rossi all’opera diffusa La Danza di San Michele di Basik, il percorso accompagna il visitatore in un viaggio che intreccia memoria e visione, passato e futuro, rivelando come il contemporaneo possa emergere e illuminare il territorio dell’Ecomuseo con sguardi inediti, capaci di rigenerarne il senso e di aprire a nuove forme di interpretazione culturale.
Approfondisci l’itinerario
Il viaggio nelle trame del contemporaneo che arricchiscono il territorio dell’Ecomuseo Adda di Leonardo inizia a Imbersago, dove il Municipio – Sede della Galleria del Premio Morlotti accoglie un dialogo vivo e mutevole con la pittura del primo Novecento e oltre. Qui il contemporaneo affonda le radici nella ricerca artistica che ha segnato, e continua a segnare, il territorio. Non a caso, il Premio e la sua Galleria sono profondamente legati all’eredità culturale di Imbersago, città che – vissuta e interpretata con intensità dal pittore protagonista del naturalismo lombardo – continua a promuovere ancora oggi una pittura capace di interrogare la realtà, restituendo spessore, emozione e presenza. Nella storica sede municipale, la Galleria raccoglie le opere più significative delle edizioni del Premio, un progetto che non è solo concorso, ma laboratorio critico: sostiene nuovi linguaggi pittorici, valorizza giovani artisti e crea un ponte con maestri affermati. Le opere premiate negli anni raccontano sensibilità differenti, offrendo al visitatore un’introduzione densa e vibrante al linguaggio dell’arte recente.
Proseguendo verso sud, soffermandosi a Paderno d’Adda, l’itinerario incontra La danza di San Michele, un’opera diffusa realizzata dall’urban artist Basik: tre interventi pittorici murali lungo via Manzoni che formano un unico racconto visivo, intrecciandosi abilmente con i luoghi della vita quotidiana. Pensati in dialogo con la storia, l’architettura e il paesaggio di Paderno, i dipinti murali invitano chi attraversa la città a volgere lo sguardo verso le loro fonti di ispirazione, potenti simboli del territorio: il grande Ponte di San Michele, il fiume Adda, la Centrale A. Bertini. L’intervento offre, così, una lettura contemporanea delle preesistenze locali, guidando visitatori e abitanti in un percorso immersivo capace di rinnovare la percezione del luogo. In questo caso il contemporaneo rilegge il territorio in chiave simbolica, aprendosi al tempo presente e alla partecipazione della comunità. La danza di San Michele diventa così un gesto collettivo: un’opera che custodisce la memoria del passato ma, allo stesso tempo, suggerisce un futuro condiviso, costruito attraverso nuovi sguardi e nuove possibilità.
Non allontanandosi troppo, la seconda tappa padernese introduce il progetto dell’opera diffusa LIMEN. I luoghi soglia, un itinerario nell’itinerario. L’installazione di Paderno d’Adda, dedicata al fiume come luogo delle origini, invita ad ascoltare il fiume nella sua dimensione primordiale: qui, l’acqua si sottrae allo sguardo, scorre nascosta nella forra e proprio in questo suo discreto dileguarsi rivela sacralità e profondità. Il fiume sacro, il tempo delle origini richiama la nascita, il respiro antico del paesaggio, il tempo remoto da cui tutto proviene, e invita così a contemplare l’ordine primigenio delle cose.
Proseguendo, a Cornate d’Adda, l’itinerario non si allontana dal concetto di sacralità, raggiungendo la Chiesa di San Giuseppe a Porto d’Adda. In questo ambiente mistico e religioso costruito tra il 1919 e il 1937 sui resti di una precedente chiesetta del 1877, gli affreschi dell’artista Vanni Rossi, realizzati tra il 1940 e il 1945, testimoniano una ricerca figurativa intensa, sospesa tra spiritualità e modernità. I colori, le forme essenziali e la forza espressiva della narrazione sacra mostrano come il contemporaneo possa abitare anche i luoghi della devozione, arricchendoli di nuove interpretazioni.
Non allontanandosi da Cornate d’Adda, nella tappa successiva del viaggio LIMEN torna protagonista con l’installazione Il fiume operoso, il tempo del fare, evocando la stagione dell’industria, delle centrali idroelettriche, degli ingegni umani che lungo l’Adda hanno trasformato l’acqua in energia. Posizionata di fronte alla Centrale Idroelettrica Angelo Bertini — cattedrale industriale che portò la modernità nel cuore d’Italia — l’opera evoca la relazione tra natura e artificio, celebrando la sintonia tra l’impeto del fiume e il sapere tecnico, raccontando il luogo in cui l’acqua diventa compagna, alleata, risorsa condivisa capace di generare comunità, lavoro e identità.
Dopo le due tappe di Cornate, è la volta di Vaprio d’Adda, città in cui l’itinerario incontra una delle più affascinanti reimmaginazioni contemporanee dell’eredità leonardesca: la Passerella e scala “Vortice”, ispirata ai disegni del maestro. Dai balconi di Vaprio il Genio osservava i moti sinuosi dell’Adda trasformandoli in pensiero, in segno, in meraviglia. Quel movimento antico, oggi riaffiora nell’opera che sembra emergere dal fiume come un suo gesto naturale. Disegnata da Attilio Stocchi e Gualtiero Oberti, la scala avanza come una spirale viva, ispirata a proporzioni matematiche e agli stessi solidi che Leonardo aveva illustrato: una figura che non ascende soltanto, ma nasce, cresce, si avvolge attorno all’aria. Accanto, una passerella sottile scavalca Naviglio e alzaia come un trampolino sospeso. È un punto da cui il borgo diventa paesaggio e il paesaggio si ripensa da sé, in un’immobilità vibrante che ricorda le vedute del Settecento. Vaprio diventa quadro, finestra e orizzonte nello stesso istante.
Senza varcare i confini di Vaprio d’Adda, la settima tappa dell’itinerario torna sull’opera diffusa LIMEN. Lì dove il fiume ricorda lo sguardo antico di Leonardo che su queste rive studiò i movimenti dell’acqua traducendoli in linee, pensieri e proporzioni, Il fiume geniale, il tempo dell’intelligenza si offre come una soglia da superare per volgere lo sguardo oltre sé stessa. La logica fluida che ha ispirato canali, macchine e opere ingegneristiche riemerge nelle forme dell’opera come matrice estetica. Vaprio diventa, così, la tappa dell’intuizione, della genialità: il luogo in cui natura e progetto si incontrano, dove la bellezza diventa funzione e la memoria apre spazio all’innovazione.
Proseguendo, nel raggiungere l’ultima tappa di LIMEN a Cassano d’Adda, l’itinerario giunge alla sua conclusione. Lì dove Piazza Garibaldi si apre come un sipario che anticipa il fiume, l’installazione nasce come un invito a oltrepassare il presente. Il corso d’acqua, qui, è fluidità e cambiamento: suggerisce possibilità, trasformazioni, orizzonti in divenire. Ed ecco che Il fiume fluido, il tempo del futuro evoca l’Adda come un intreccio di direzioni, un ventaglio di possibilità che si dividono e si ricongiungono come acque in movimento. L’opera invita, così, a guardare avanti, a immaginare nuove geografie culturali e nuovi rapporti tra umani, ambiente e paesaggio.
Tappa dopo tappa, nell’itinerario le opere e i paesaggi dialogano tra loro, ricomponendo un legame vivo tra storia, natura e comunità. Dai luoghi originari del fiume alle visioni leonardesche, dai simboli urbani alle installazioni che abitano piazze e centrali, il percorso rivela un territorio capace di trasformarsi e di immaginare. Il viaggio lascia al visitatore una consapevolezza semplice e profonda: il paesaggio, come il fiume, è in continua evoluzione — e il futuro nasce proprio qui, nei luoghi in cui idee, acqua e comunità si incontrano.
Un progetto espositivo permanente e in divenire, nato nel 1996 per rendere omaggio a Ennio Morlotti, figura centrale del secondo Novecento e protagonista dell’ultimo naturalismo lombardo.
Municipio - Sede della Galleria del Premio MorlottiLa danza di San Michele è un’opera d’arte urbana realizzata dallo street artist Basik lungo via Manzoni, l’arteria principale di Paderno d’Adda.
La danza di San MicheleCollocata sull’aiuola che affiora nell'incrocio tra Via Alzaia Naviglio & Via T. Edison, l’installazione si offre come soglia e come segnale: un richiamo sottile a ciò che scorre nascosto poco oltre, a ciò che precede ogni storia e ogni gesto umano.
Il fiume sacro, il tempo delle originiLe mura della chiesa si animano di storie sacre affrescate da Vanni Rossi il 1940 e il 1945: episodi dell’Antico e del Nuovo Testamento si intrecciano a ritratti della comunità portuense, creando una connessione commovente tra la parola di Dio e la vita quotidiana.
Chiesa di San Giuseppe a Porto d’AddaL'installazione è collocata nell’aiuola EDISON, luogo emblematico per la comunità, lì dove le rive conservano ancora l’eco della più grande trasformazione mai accaduta su queste acque: il momento in cui il fiume divenne luce per Milano e motore di un futuro allora impensabile.
Il fiume operoso, il tempo del fareUn'opera progettata da Attilio Stocchi e Gualtiero Oberti, nata per celebrare i 500 anni di Leonardo a Vaprio, capace di coniugare memoria, paesaggio e scienza in un gesto architettonico di rara profondità.
Passerella e scala "Vortice"L’opera, sulla facciata di un edificio in Piazza Cavour, si presenta come un gesto discreto e dialogico: sovviene all'osservatore come un pensiero sottile ma persistente, capace di modificare lo sguardo senza stravolgere le forme.
Il fiume geniale, il tempo dell'intelligenzaDavanti all'opera, la percezione del luogo si dilata: la storia urbana entra nel presente, e il presente si apre al futuro come una trama di rivoli che cercano nuove direzioni.
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