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    Cappella del Lazzaretto

    Cappella Sant'Agostino

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    Il dialetto chiama riiv di runcasc, i tornanti d’accesso alla Val di porto. Scendiamo le rive, un tempo segnate dai vigneti, per raggiungere a destra il sentiero verso l’oratorio campestre di Sant’Agostino ai Morti della cava: un luogo dimenticato, che pure ricorda le vittime delle pesti borromaica e manzoniana. L’edificio, già lazzaretto, affaccia sul Cavo dei Morti che, saltuariamente, sfoga nell’Adda le acque meteoriche dei campi sovrastanti; poco più a sud, il Cavo Cavone (già torrente Cava) fa lo stesso vicino all’attuale canottieri Tritium, zona un tempo occupata dalla fornace per calcina Mariani.

    Il poeta trezzese Bettino Uliciani descrive in versi la pestilenza del 1485. Nel castello, un cresimando infetto cade morto ai piedi di San Carlo durante quella del 1576, che miete 551 vittime: un terzo del borgo. Lungo l’Adda si stabilisce allora un lazzaretto nell’insenatura di Cava Careria, poi mestamente ribattezzata Cava dei Morti. Altri punti di ricovero per i contagiati sono allestiti a capanne nella vigna Casati di Belvedere e accanto al cimitero del sagrato parrocchiale. L’epidemia manzoniana (1630) ripristina il servizio di lazzaretto alla Cava dei Morti e il 17 febbraio 1630 “de ordine del Sig. Cardinale [Cesare Monti] et detti Sig.ri deputati della Sanità di Milano è stato fato un cimitero a preso l’Ada per l’occasione del male pestilenziale et è stato benedetto con le cerimonie dovute prima dal Sig. Prevosto [Carlo Andrea Bassi] con quattro sacerdoti alla presenza del popolo et subito vi fu sepolta la prima moglie di Antonio detto Rosino”. Insieme al lazzaretto, il cimitero è efficiente fino al 12 ottobre. Preghiere, diffidenza, aceto sparso e ginepro bruciato erano allora gli unici presidi contro il contagio, che tornava a falcidiare i Trezzesi cinquant’anni dopo la peste borromaica.

    Per voto comunitario, tra le due epidemie si erigono a Trezzo la chiesa e l’omonima confraternita di San Rocco: il patrono degli appestati, invocato anche alla Cava dei Morti. Qui il lazzaretto sorge in due riprese, assumendo dopo il 1721 la dignità di oratorio sotto l’invocazione a Sant’Agostino. L’insolito culto allude forse agli Agostiniani, che ressero il priorato trezzese di San Domenico e il santuario di Santa Maria della Rocchetta in Paderno d’Adda; nel Seicento entrarono inoltre nell’Ordine i vescovi Gerolamo e Domenico Valvassori da Trezzo. La Cappella del presbiterio accoglie copia dell’affresco trasferito a strappo nella chiesa prepositurale. È una Crocifissione tra due figure: la Madonna del Rosario si volge alle anime del Purgatorio mentre San Rocco mostra i segni del contagio presso capanne simili a quelle allestite nel cavo per gli appestati. Amplia questa Cappella l’aula quadrangolare, che mostra appese alle pareti alcune stampelle ex voto, scampate ai vandalismi.

    La facciata offre un trionfo della morte di crudele e inattesa bellezza. Tra i fiori, putti rubicondi e ossa raschiate restano presi nello stesso panneggio; vivere e insieme morire. Siamo tutti pieghe di quel drappo e, per contraccolpo, il pensiero della morte ci fa più presenti alla vita.

    Nel 1752 riflessioni simili inducono Michele Mazza a disporre per testamento che si celebri una messa mensile in Sant’Agostino ai Morti della cava. Rivolgono qui la loro devozione le lavandaie intente al rosario e i contadini che, passando, si fanno il segno della croce. Nel 1813 il chierico trezzese Giuseppe Pozzone (1792-1841) ottiene la nomina a cappellano sia per la messa mensile di Sant’Agostino sia per quella settimanale dell’ex-priorato di San Benedetto. Precettore in casa Manzoni, insegnante al ginnasio di Brera e con-correttore de I Promessi Sposi, don Giuseppe consiglia forse il romanziere perché ambienti l’attraversamento fluviale di Renzo Tramaglino (cap. XVII) proprio qui: lungo l’Adda compresa tra Sant’Agostino e San Benedetto.

    Cristian Bonomi

    Modalità di Accesso

    Dall'esterno, la Cappella del Lazzaretto è visibile in ogni momento.

    Tipo di esperienza
    • Lungo i corsi d'acqua
    • Interesse religioso
    • Raggiungibile in auto
    Mappa
    • Via Val di Porto, Trezzo sull'Adda, MI, Italia

      Get Directions
    Comune
    • Trezzo sull'Adda
    Categoria
    • Architettura religiosa
    Tipologia Luogo
    • Edificio di culto
    Durata

    Circa 15 minuti

    Modalità di Ingresso

    Fruibile solo dall'esterno

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