Contrariamente allo sfarzo armonico della vicina Villa Borromeo, Casa Somaglia si presenta con sobria compostezza. Edificato nel XVII secolo come residenza della famiglia Benzi, il palazzo prende il nome da una dinastia successiva: i conti della Somaglia, che segnarono l’identità e l’eredità nobiliare del complesso.
Nel corso dei secoli, l’edificio ha subito diversi rimaneggiamenti che ne hanno velato parte dell’antico disegno architettonico, ma l’anima del palazzo resiste. La pianta, ancora oggi riconoscibilmente rettangolare, accoglie un ampio cortile interno, lì dove è possibile leggere i segni di un passato solenne: le tracce di un portico che un tempo custodiva incontri, conversazioni, attese. Ma il cuore segreto del palazzo è la sua scala ellittica, un elemento architettonico di rara grazia, che si avvolge con leggerezza fino al primo piano, quasi fosse una spirale di memoria che unisce i livelli della casa come capitoli di un racconto.
Anche se la sua forma oggi è più sobria, non bisogna dimenticare il passato artistico della residenza: nel 1694, le sue stanze furono affrescate da Giovanni Mariani e Francesco Anguiano, nomi che aggiungono un’aura di raffinatezza pittorica a questo angolo di Cassano.
Ormai da ben lungo tempo il palazzo non ospita più nobili o cortigiani, ma è affidato alla Parrocchia dell’Immacolata e San Zeno, che lo ha trasformato in centro vitale dell’Oratorio San Giovanni Bosco. Qui, tra cortili e stanze, si sentono ora le voci dei bambini, i giochi e le speranze del presente, in un dialogo generoso tra passato aristocratico e vita comunitaria.
Palazzo Somaglia non chiede di essere ammirato per la sua perfezione architettonica, ma ascoltato per la storia che ancora racconta: fatta di famiglie, di trasformazioni, di cultura e oggi, di educazione e futuro. Un luogo dove la pietra continua a servire la comunità.
Contenuto testuale sviluppato a partire dagli scritti del Gruppo Guide di Cassano d'Adda
Modalità di Accesso
L'area esterna di Casa Somaglia è sempre liberamente accessibile.