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Le cascine sono proprietà privata, ma siamo sicuri che, se userete il dovuto rispetto e la giusta premura verso i loro abitanti, nessuno vi rimprovererà per uno sguardo curioso.

Cascina della Noce è un’architettura rurale, utile a restituire l’eco della vita nelle corti contadine di Vaprio fino alla conversione novecentesca dai campi alle fabbriche, dall’aratro al telaio. Sulla Vaprio delle cascine rimettiamo la parola a Vincenzo Sala, storico non solo locale, che ha ampiamente esplorato l’argomento.
Le cascine che facevano corona all’aggregato urbano di Vaprio erano, agli inizi del ‘900, oltre una ventina. Erano state edificate tra il ‘3-‘400 e l’800, specialmente per impulso degli enti ecclesiastici e delle casate nobiliari anticamente proprietarie allodiali nel territorio. Tra i primi bisogna ricordare senz’altro il monastero Vallombrosano di San Carpoforo in Riva d’Adda, l’Abbazia Umiliata milanese di Brera e la chiesa di Santa Maria de Cappis di Pontirolo (Canonica); tra le seconde, avevano spiccato invece i veneti Oroboni e Borromeo-Vitaliani (predecessori dei Simonetta), i Panigarola (avi degli Archinto), i Caldarini, i Melzi, i Monti, i Visconti, i Simonetta, i Sovico, i Crotta proprietari di gran parte delle terre tra Vaprio e Pozzo. Durante la prima età moderna (‘500/’700), ma ancora nell’800, i toponimi di diversi di questi nuclei avevano seguito i passaggi di mano delle possessioni rurali, assumendo i nomi dei nuovi proprietari o, più raramente, degli affittuari di lungo periodo.
Fa impressione, oggi, constatare la caduta pressoché totale dell’attività agricola nella gran parte di queste unità, che erano poste per lo più al centro di poderi di estensione medio-grande (dalle 100 alle 700 pertiche milanesi). Tutte – ad eccezione delle Cascine Sala, Mandelli, Molinazzo, Visconti e del plesso Molino/Torchio/Sega Visconti, posti nell’Isola meridionale tra Adda e Naviglio Martesana, irrigata da due rogge – avevano operato nell’ambito dell’agricoltura asciutta tipica dell’Alto Milanese centro-orientale, che integrava colture cerealicole, viti-vinicole e coltivazione arborea del gelso per l’allevamento dei bachi da seta (cessato verso il 1940). Modestissimo, rispetto al Basso Milanese irriguo, era stato qui il peso dell’allevamento bovino e della produzione lattiera, orientata all’autoconsumo. In quanto alla coltura della vite, era rimasta fiorente dall’antichità fino all’800 inoltrato, e la produzione vapriese raggiungeva il mercato, con ottimi esiti: ma nel 1879 la devastante epidemia di fillossera l’aveva azzerata e spazzata via, lasciando il campo ai modesti vitigni americani. Ciononostante, proprio in questo territorio di confine rimasto “orfano” delle sue antiche uve da vino si erano affermate le innovative sperimentazioni sui vitigni del grande agronomo e genetista botanico Alberto Pirovano (1884-1973).
Ecco, di seguito, i nomi delle cascine presenti nel territorio di Vaprio nella prima metà del ‘900: Cascina Arbizzoni, Cascina Badia Archinto (già Cascina dell’Abbazia Umiliata di Brera), Cascina Cavallasco, Cascina Consonni (già Cascina Nuova), Cascina Crotta (detta anche “Cassina di Ratt”, e già Cascina Caldarina), Cascina Della Vedova, Cascina Mandelli (oggi Cascina Invernizzi), Cascina Martelli, Cascina Molina, Cascina Molinazzo all’Adda, Cascina della Noce, Molino, Torchio e Sega Visconti (già Molino, Torchio e Sega Archinto), Cascina Pirotta (già Cascina Soncina, e già Cascina Guidobona), Cascina Rasella, Cascina Riva (detta anche Cascinello Rosso, e già Cassinello Lattuada), Cascina Sala (già Cascina Villa all’Adda), Cascina San Felice, Cascina San Pietro, Cascina Sioli (detta anche Cascina Cremonesi), Cascina Stampa di Soncino (detta anche Cascina di Ronche’), Cascina Visconti (già Cascina Archinto, già Cascina Della Valle).
La Cascina Molinazzo all’Adda è stata rasa al suolo nel 1947 per consentire la costruzione della centrale idroelettrica L.C.N. (oggi centrale Italgen). La Cascina Stampa Soncino è stata abbattuta nel 2000; sull’area già del podere è stata impiantata una grande e controversa cava di ghiaia e sabbia.
Vincenzo Sala
Le cascine sono proprietà privata, ma siamo sicuri che, se userete il dovuto rispetto e la giusta premura verso i loro abitanti, nessuno vi rimprovererà per uno sguardo curioso.
Via Trezzo, 52, Vaprio d'Adda, MI, Italia
Circa 15 minuti
Proprietà Privata
*accessibilità motoria