Il fiume Adda è un liquido confine. Lo attraversano in antico undici traghetti: porti natanti a fune, consentiti dalla natura costiera e della corrente. Questi sorvegliati passaggi permettono il commercio tra Ducato di Milano e Repubblica di Venezia secondo gli accordi convenuti alla Pace di Lodi (1454). Olginate, Brivio, Imbersago, Trezzo, Vaprio e Cassano sono i sei traghetti del medio Adda, efficienti solo di giorno a cura di ufficiali, addetti a sincerare i documenti di viaggio, riscuotendo il dazio dovuto tra i passeggeri. In epoca di guerra o pestilenza, l’attraversamento si dirada, istituendo lungo il fiume cordoni sanitari e vigilanze aggiuntive.
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Dal 1578, il servizio di traghetto viene appaltato lungo Adda e Po agli spregiudicati fratelli Litta, sotto la cui gestione le tariffe di transito soffrono arbitrari rincari. Il governatore spagnolo interviene a calmierare i prezzi, aggiungendo l’obbligo di ottenere licenza scritta dal locale podestà prima di dichiarare la piena o lo straripamento, che aggravano il tariffario. Sull’Adda, ancora nel 1756 i porti natanti sono passaggi quasi obbligati, perché il governo asburgico sospende anche i “comballi”: imbarcazioni prima impiegate dai Bergamaschi che vantassero proprietà in riva milanese. Ma lungo l’Ottocento, la nascente industria richiede ponti stabili in muratura, che succedono ai luoghi di traghetto, conservando solo quello di Imbersago.
Il secolo XIX ramifica tranvie e ferrovie, favorendo sull’Adda moderni viadotti: Vaprio e Cassano, più volte ricostruiti; Olginate (1870), Lecco e Trezzo (1886), Paderno (1889), Brivio (1917) in rincorsa per l’autostrada Milano-Bergamo (1927). Per comodità dei propri operai, spesso pendolari d’oltre fiume, anche lo stabilimento del Linificio Canapificio di Fara (1874) e di Crespi d’Adda (1877) gettano passerelle sull’Adda per favorire l’arrivo delle maestranze pendolari. Nello stesso periodo, la tranvia “Gamba de Lègn” sul ponte trezzese e la linea ferroviaria Milano-Bergamo su quello di Paderno si aggiungono alla pionieristica linea Milano-Treviglio, di cui già nel 1846 gli Austriaci posano i binari sul ponte di Cassano.
Itinerario
Tappa 1 - Imbersago
Il Traghetto Leonardesco di Imbersago è un ingegnoso simbolo di storia, comunità e identità locale: dalla tradizione dei traghettatori al legame con Leonardo da Vinci, continua a testimoniare il rapporto vitale tra il fiume e le sue genti.
Dal primo ponte romano dedicato a un nemico vinto, ai fragili viadotti spezzati dalle piene, fino all’attuale struttura in ferro, il Ponte Aureolo tra Vaprio e Canonica custodisce la memoria di un fiume che sfida l’uomo e ne mette alla prova l’ingegno.
Il "Gamba de Legn”, con il suo passo lento e sbuffante, non fu solo un tram a vapore, ma il respiro stesso di un’epoca: compagno di viaggio di operai e famiglie, simbolo di progresso e memoria affettuosa di una Lombardia che cambiava.
La meraviglia ardita del primo ponte in calcestruzzo e il ruggito incessante dei suoi 150.000 veicoli quotidiani rendono l’autostrada A4 la nuova “Serenissima”: una divinità moderna, imponente e capricciosa, capace di accorciare distanze ma anche di fermare il tempo.
Nato come fragile “ponticello” di legno per gli operai del villaggio Crespi, la passerella sull’Adda ha sfidato piene, demolizioni e restauri, trasformandosi da pratico varco a ponte della memoria collettiva.
Sospesa tra fabbrica e fiume, la passerella del Linificio di Fara non era solo un ponte di legno: era il varco quotidiano delle maestranze, simbolo di un paese che da borgo rurale si fece comunità operaia.
Slanciato come un disegno di ferro nel cielo, il Ponte San Michele unisce le sponde dell’Adda da oltre un secolo, prodigio ottocentesco in cui ingegno e bellezza si fondono in un’unica, ardita campata sospesa sul vuoto.
A Cassano, dove la Muzza corre accanto all’Adda, il ponte non è solo pietra e ingegno: è soglia di battaglie e rinascite, eco di poeti e viaggiatori, passaggio eterno tra acqua e memoria.