A Cassano, l’Adda si ramifica in una così tanto fitta rete di corsi e rivoli d’acqua, da valere alla città l’affettuoso appellativo di “Piccola Olanda”: un nodo di correnti, una terra disegnata dall’acqua.
All’altezza dell’oratorio di Sant’Antonio in Groppello, un sentiero scende fino in vista della Diga di San Pietro. Questo sbarramento ferma l’Adda, aprendola in due percorsi. Il primo corre verso la centrale idroelettrica “Pietro Rusca”, ultimata dal Linificio Canapificio Nazionale entro il 1928: qui, il canale Pecchio restituisce le acque turbinate dall’impianto, avviandole all’antico canale irriguo della Muzza.
Nello stesso punto confluisce anche parte delle acque che, dal secondo tragitto, non seguono né l’Adda né il Retorto. È infatti in località Cascate che il Retorto si ramifica ulteriormente, generando le rogge Pandina, Cremasca e Rivoltana, irrigando, così, “l’isola” compresa tra Adda e Serio.
La tortuosità della Muzza ne conferma l’origine naturale, secolarmente disciplinata dall’uomo per dissetare la campagna lodigiana. Sulle acque cassanesi del canale affacciano l’ex-convitto e il dopolavoro del Linificio, le ville Gabbioneta e Brambilla, Casa Berva ma anche San Dionigi e le ville Pia e Fedeli.
L’assetto idraulico del territorio favorisce la formazione di alcune isole: quella Borromeo, parco ciclo-pedonale, e la Ponti. Qui l’ing. Proprio qui, Pietro Ponti edificò la villa di gusto eclettico passata alla figlia Emilia sposata Maggi che, nel 1928, collocò nell’attiguo giardino le colonne del lazzaretto milanese, già precedentemente recuperate dal padre.
Modalità di Accesso
La Diga di San Pietro e l'area circostante sono liberamente fruibili in ogni momento, nel rispetto della segnaletica.