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L’itinerario in breve
L’itinerario Fiume sacro: culti d’acqua lungo l’Adda accompagna alla scoperta del legame millenario tra il fiume e le comunità che ne hanno abitato le rive. Un percorso che intreccia miti antichi, come quello del drago Tarantasio, con la nascita di santuari e culti mariani sorti presso sorgenti considerate prodigiose. Lungo il cammino emergono anche le tracce degli ordini monastici, in particolare i Benedettini, i Vallombrosani e gli Agostiniani, che tra Medioevo e Rinascimento hanno plasmato il paesaggio tra boschi, paludi e borghi. Un viaggio tra natura, devozione e storia, dove l’acqua resta protagonista e custode di memoria spirituale.
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L’uomo antico teme la natura abitata dagli dèi e intrattiene con il fiume un colloquio rituale. I Latini affidano così il cantiere dei ponti al collegio sacerdotale dei Pontefici; nel Medioevo, è l’ordine monastico dei Benedettini a disciplinare paludi e selve, che la leggenda narra infestate da draghi o ninfe. Anche l’Adda fu allora una capricciosa divinità, davanti a cui inginocchiarsi tremanti. Le sue acque erano sacre e indisponibili all’umana manomissione.
Il drago Tarantasio, leggendario abitante del fiume, è stato scolpito nel legno da Diego Cremonesi presso il Bosco del Salecc. Il drago raffigura nelle sue spire le insidie stesse dell’Adda, riconoscibili soprattutto alla doppia ansa di Trezzo. Sulla riva, la devozione più insistente resta quella mariana, che istituisce spesso culti d’acqua al femminile sui luoghi dove i pagani avevano venerato la dea Adda: la Madonna del Lavello a Calolziocorte, la Madonna del Bosco a Imbersago, Santa Maria della Rocchetta a Paderno, la Madonna del Latte di Concesa nel Santuario carmelitano di Concesa, la Madonna delle Lacrime a Treviglio e la Madonna di Caravaggio.
Questa tradizione testimonia una superstite mistica del fiume: rispetto, amore, venerazione presso sorgenti o acque considerate prodigiose. È in questo rapporto devozionale con il fiume che si collocano anche le titolazioni a Sant’Andrea (Villa), patrono dei pescatori; San Nicola (Vaprio, patrono dei marinai); ai Santi guerrieri Alessandro (Fara), Vittore (Bottanuco, Brembate) e soprattutto Giorgio (Cornate, Bottanuco), raffigurato mentre vince il drago e dunque il fiume stesso.
La presenza dei Benedettini cluniacensi è attestata sul territorio fin dall’XI secolo. Da nord a sud, le fondazioni di cui rimane traccia sono: l’abazia di San Pietro al Monte in Civate, il borgo di Figina a Galbiate, San Giacomo Maggiore in Pontida, Sant’Egidio a Fontanella in Sotto il Monte, San Gottardo e Colombano ad Arlate in Calco (già chiostro femminile), San Benedetto in Portesana presso la cascina omonima a Trezzo. Altri Ordini monastici furono attivi lungo l’Adda. Più che nelle bonifiche, come i Benedettini, l’Ordine Vallombrosano era impegnato nella gestione dei boschi e possedeva un chiostro femminile a Vaprio. Si tratta del “Monasterolo”, oggi Villa Castelbarco Albani. L’Ordine agostiniano, invece, officiava il Santuario di Santa Maria della Rocchetta, giurisdizioni comunale di Paderno ma parrocchiale di Cornate; possedeva inoltre alcune terre a Robbiate, l’ampia Tenuta Monzini di Porto Inferiore e gli scomparsi priorati di San Domenico e San Bartolomeo a Trezzo. Non è escluso che il priorato di San Domenico sorgesse sull’attuale sedime di Villa Crivelli, sede della civica biblioteca. La presenza trezzese degli Agostiniani sembra ambientare anche la titolazione a Sant’Agostino dell’oratorio campestre lungo l’Adda, detto Sant’Agostino ai Morti della cava.
Cristian Bonomi
Un pregevole monumento del Barocco lombardo la cui storia è intrisa di eventi straordinari.
Santuario della Madonna del BoscoSorgendo su un sito di grande valore storico e paesaggistico, il Santuario unisce natura, spiritualità, testimonianza e arte in una cornice unica, a dir poco panoramica.
Santuario della Madonna della RocchettaSorto nel XVII secolo lungo il Naviglio della Martesana, il Santuario carmelitano di Concesa custodisce la venerata immagine della Madonna del Latte ed è da secoli meta di devozione mariana e di pellegrinaggi.
Santuario carmelitano di ConcesaSorta come priorato cluniacense nell’XI secolo lungo l’Adda, conserva ancora oggi l’impronta monastica nelle architetture in ceppo e ciottoli a spina di pesce, nell’aula absidata e nei segni del suo antico ruolo religioso.
Cascina San BenedettoIl complesso architettonico, sorge nell'area denominata “Il Monasterolo”, così chiamata per la presenza di un antico convento vallombrosano fondato nel XII secolo.
Villa Castelbarco Simonetta Albani QuintavalleScolpito dall'artista Diego Cremonesi, l'immagine del Drago Tarantasio è diventata un simbolo affascinante e narrativo del Parco. Più che un mostro marino che infestasse le acque del fiume, il Tarantasio era il fiume stesso in forma di drago: con le sue insidie, le sue anse come spire.
Bosco o Parco del SaleccVilla Monzini, con la sua sobria facciata ottocentesca e il giardino ormai incolto, conserva l’austera eleganza di una dimora signorile che il tempo ha scolpito più che trasformato.
Villa MonziniAffacciata sull’Adda, Villa Visconti Crivelli unisce l’eleganza seicentesca delle ville di delizia alla preziosa Quadreria Crivelli, raccolta museale che custodisce dipinti, sculture e arredi, tra cui la raffinata Madonna con Bambino di scuola leonardesca.
Villa Visconti Crivelli e Quadreria CrivelliLa Cappella del Lazzaretto, sorta lungo l’Adda come oratorio votivo dopo le pestilenze, conserva nella sua facciata e negli interni la memoria di un luogo di dolore e speranza, tra ex voto, affreschi e simboli che intrecciano vita e morte.
Cappella del LazzarettoVia Madonna del Bosco, 23898 Imbersago, LC, Italia
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