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    L’elettricità che “scorre” nell’Adda

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    Descrizione

    L’itinerario in breve

    Il fiume Adda è un vero e proprio palcoscenico dell’ingegno umano e le sue acque hanno stimolato menti illuminate fin dall’epoca di Leonardo da Vinci: fu proprio qui che il genio del Rinascimento condusse approfonditi studi idraulici, documentati anche nel suo celebre Codice Atlantico, che testimoniano il suo sogno di domare la forza dell’acqua per la navigazione e lo sviluppo del territorio.

    Secoli dopo, quella stessa visione si è evoluta: tra Ottocento e Novecento, il progresso dell’ingegneria ha permesso di trasformare l’inesauribile potenza fluviale in energia elettrica, e, lungo le sponde dell’Adda sorge infatti oggi un sistema straordinario di centrali idroelettriche, veri e propri monumenti che raccontano una storia di profonda innovazione e di integrazione tra uomo e natura.

    Questo itinerario rappresenta un viaggio affascinante che connette la visione del passato alle conquiste del presente, portando alla scoperta di sette gioielli di architettura e tecnologia: la Centrale Bertini e la Centrale Esterle di Cornate d’Adda, la Centrale Guido Semenza di Calusco d’Adda, la Centrale Alessandro Taccani di Trezzo sull’Adda, la Centrale Idroelettrica di Crespi d’Adda, nel cuore del piccolo villaggio dichiarato Patrimonio UNESCO, la Centrale Italgen di Vaprio d’Adda e la Centrale Rusca a Cassano d’Adda.


    Approfondisci l’itinerario

    Il fiume Adda, con la sua portata generosa, è stato un’arteria fondamentale per lo sviluppo lombardo: qui, con l’avvento dell’elettricità, tra fine Ottocento e inizio Novecento, la visione di pionieri e ingegneri seppe domare la potenza dell’acqua per alimentare la crescente industrializzazione, trasformando l’Adda in un capitolo cruciale per l’idroelettrico, costellata di centrali che raccontano storie di tecnologia, architettura e progresso.

    Il nostro percorso prende il via a Cornate d’Adda, dove sorge la maestosa Centrale Idroelettrica Angelo Bertini: costruita tra il 1895 e il 1898, fu un’opera pionieristica e per un certo periodo la più potente d’Europa, cruciale per l’elettrificazione di Milano. Capolavoro neorinascimentale, è affiancata dalla storica Diga di Paderno, che incanala l’acqua verso il secentesco Naviglio di Paderno, le cui origini sfiorano persino le intuizioni di Leonardo da Vinci.

    Poco più a valle, sempre a Cornate, in località Villa Paradiso, incontriamo l’elegante Centrale Idroelettrica Carlo Esterle, costruita tra il 1912 e il 1914 per soddisfare la domanda energetica milanese: colpisce per l’estetica che la fa sembrare una sontuosa villa, un armonioso mix di neorinascimento e liberty milanese! La sua operatività è legata alla Diga di Robbiate, o “Diga Nuova”, da cui le acque vengono captate tramite il Canale Edison, un’opera che scorre sotterraneamente per oltre 3 km fino alla centrale.

    La stessa Diga di Robbiate è stata cruciale anche per la realizzazione della successiva tappa, a Calusco d’Adda, dove si erge la Centrale Idroelettrica Guido Semenza: costruita tra il 1917 e il 1920, questa centrale Edison sfrutta proprio il dislivello creato dalla diga, con cui forma un sistema produttivo sinergico. Dedicata al brillante direttore tecnico di Edison, è stata recentemente restaurata e potenziata: oggi pienamente operativa è un esempio di archeologia industriale che si integra armoniosamente nel paesaggio grazie al rivestimento in Ceppo d’Adda.

    Proseguendo il viaggio, a Trezzo sull’Adda, sorge la magnifica Centrale Idroelettrica Alessandro Taccani, inaugurata nel 1906 e voluta da Cristoforo Benigno Crespi per alimentare il suo celebre cotonificio e il Villaggio Operaio di Crespi d’Adda

    Pochi passi più in là, ci immergiamo proprio nel cuore del Villaggio di Crespi d’Adda, riconosciuto Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1995: questo insediamento, fondato nel 1878, fu un esperimento di “company town” dove ogni aspetto della vita dei lavoratori era curato dalla famiglia. Ed è proprio qui che troviamo la Centrale Idroelettrica di Crespi d’Adda, un impianto piccolo ma di fondamentale importanza, edificato nel 1909 per integrare la produzione di energia destinata al cotonificio e all’illuminazione del villaggio stesso, contribuendo all’estrema autosufficienza energetica voluta dai Crespi. La centrale 1909 sostituì un precedente impianto idromeccanico, sito nella stessa posizione, prossima cioè agli stabilimenti cotonieri di Crespi.

    Scendendo l’Adda, a Vaprio, incontriamo la Centrale Idroelettrica Italgen, un esempio di fusione tra ingegneria e visione architettonica, operativa dal 1951, la cui peculiarità risiede nel complesso percorso idraulico: l’acqua viene captata a Concesa per poi intraprendere un viaggio sotterraneo di ben 4 km attraverso una galleria scavata nella roccia.

    La Centrale Italgen, nata per alimentare il Linificio Canapificio Nazionale di Fara Gera d’Adda, subentrò alla centralina interna LCN, ancora oggi visibile nello stabilimento dismesso. Questa centralina originaria rappresenta un esempio pionieristico dell’idroelettrico sul medio Adda: inizialmente sfruttava l’acqua per la forza motrice diretta (idromeccanica, come un mulino, per i telai), e solo in seguito venne convertita a idroelettrica. Va sottolineato che, prima dell’invenzione del trasformatore di Galileo Ferraris, l’elettricità non poteva essere trasportata a lungo, giustificando la posizione dell’impianto di Fara a ridosso degli ambienti di lavoro.

    Ci spostiamo a Cassano d’Adda presso la Centrale Idroelettrica Pietro Rusca, costruita nel 1927 e ideata dall’omonimo ingegnere; la sua architettura sobria ed elegante riflette l’ideale primo-novecentesco di coesistenza tra ingegneria e bellezza.

    Il nostro itinerario si conclude spostandoci dalle sponde dell’Adda, rimanendo nel contesto della ricca storia energetica lombarda, facendo tappa nella prospera Valle Brembana dove sorge la Centrale Idroelettrica di Zogno, un gioiello dell’ingegneria idraulica d’inizio Novecento. Questo impianto, emblema di sviluppo industriale e lungimiranza tecnologica, nacque per rispondere alla crescente domanda di elettricità, sfruttando il potenziale delle acque del fiume Brembo e, con le sue maestose architetture che riflettono lo stile eclettico dell’epoca e le facciate impreziosite da raffinate decorazioni graffite, è una vera chicca in ambito energetico

    Queste “cattedrali dell’energia” sono testimoni di un’epoca di straordinaria innovazione, capaci di trasformare la natura in progresso e sviluppo. Percorrere questo itinerario significa infatti immergersi non solo nell’ingegneria idroelettrica, ma anche nella storia e nella cultura di un territorio che ha saputo dialogare con la forza dell’acqua, per condurre un viaggio lungo l’Adda che continua a ispirare, dimostrando come l’energia possa essere una storia di scienza, arte e profonda connessione con l’ambiente circostante, un patrimonio fluido che ancora oggi “illumina” il presente!

    Itinerario
    Tappa 1 - Cornate d'Adda

    Una cattedrale produttiva moderna, progettata e costruita dal 1895 al 1898, quasi all’alba del Novecento, per celebrare l’elettricità come nuovo motore del progresso.

    Centrale Bertini
    Tappa 2 - Cornate d'Adda

    Un trionfo di decorazione e proporzione, costruita in uno stile che fonde eclettismo lombardo, forme neorinascimentali e liberty milanese.

    Centrale Idroelettrica Carlo Esterle
    Tappa 3 - Robbiate

    Un impianto di proprietà Edison che ha lasciato un segno profondo nella storia energetica italiana.

    Centrale Idroelettrica Guido Semenza
    Tappa 4 - Trezzo sull'Adda

    L’estremo, innamorato, insonne capolavoro di Cristoforo Benigno Crespi.

    Centrale Idroelettrica Alessandro Taccani
    Tappa 5 - Capriate San Gervasio

    Un museo vivente, una testimonianza tangibile di un’epoca in cui industria, società e territorio si fondevano in un progetto visionario.

    Crespi d'Adda
    Tappa 6 - Vaprio d'Adda

    Un impianto di produzione energetica vero e proprio simbolo dell'ingegno italiano, dove la funzionalità dialoga con l'estetica.

    Centrale Idroelettrica Italgen
    Tappa 7 - Fara Gera d'Adda

    Uno stabilimento di filatura per lino e canape, costruito per contenere circa 20.000 fusi.

    Linificio Canapificio Nazionale, villaggio operaio e Convitto
    Tappa 8 - Cassano d'Adda

    Un impianto ad acqua fluente con basso salto ancora in funzione, culmine di una visione tecnica e strategica che si affermò lungo l’Adda a partire dalla seconda metà dell’Ottocento.

    La Centrale “Pietro Rusca” di Cassano
    Tappa 9 - Zogno

    Un emblema dello sviluppo industriale e della lungimiranza tecnologica nella prospera Valle Brembana.

    Centrale idroelettrica di Zogno
    Percorso
    • Via XXV Aprile, 18, Cornate d'Adda, MB, Italia

      Get Directions
    Gallery
    Categoria
    • Architettura industriale
    • Infrastrutture idrauliche
    Tipologia itinerario
    • Archeologia industriale
    • Ingegneria idraulica
    Comune
    • Robbiate
    • Cornate d'Adda
    • Trezzo sull'Adda
    • Vaprio d'Adda
    • Fara Gera d'Adda
    • Cassano d'Adda
    Accessibilità

    *accessibilità motoria

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