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Gli uffici del Municipio di Cornate d'Adda seguono orari di apertura regolari. Dall'esterno, l'area è liberamente fruibile in ogni momento.

Sospeso tra la memoria e il presente, il Municipio di Cornate d’Adda si erge con la compostezza serena di chi ha visto passare più di un secolo di storia, ma continua a custodire con orgoglio il proprio ruolo. Situato in via Alessandro Volta 29, su un piccolo rialzo che lo distanzia dalle vicine case, il palazzo, costruito verso la fine dell’Ottocento, si lascia guardare con discrezione.
Le sue origini risalgono al periodo in cui il bisogno di spazi pubblici cresceva con l’aumentare della popolazione. E in effetti, l’edificio fu concepito con un doppio scopo: accogliere le scuole elementari e ospitare gli uffici del nuovo comune unico di Cornate d’Adda, nato nel 1870 dall’unione di Colnago e Porto. A idearlo non fu un architetto qualunque, ma lo stesso sindaco, l’ingegnere Biffi, che con mente pratica e visione moderna ne firmò il progetto.
In quel tempo, il palazzo aveva la forma di una grande “L”, contraddistinto, come ancora oggi, dalle mura rivestite interamente in ceppo dell’Adda, la pietra grigia locale, simbolo identitario di questa terra. Due cancelli in ferro battuto interrompevano la cinta muraria che si apriva, così, sulla via principale con sobria eleganza. Già allora, colpivano le ampie finestre, pensate per lasciare entrare la luce in ogni aula, prima ancora che arrivasse la corrente elettrica. Un’idea lungimirante, figlia di un tempo che cominciava a immaginare la modernità.
Dietro l’edificio, staccati, si trovavano i servizi igienici. In quell’abbraccio che la “L” formava nel cortile interno, furono piantati quattro ippocastani, uno per ogni angolo di un immaginario quadrato. Sotto le loro chiome, generazioni di bambini hanno giocato, imparato, scherzato e, riso, in uno dei veri centri pulsanti della comunità. Non è un caso che in quegli stessi anni, tra quelle stesse mura, si muovesse un uomo che ha particolarmente contribuito a costruire la memoria storica di Cornate: Edoardo Meani, segretario comunale dal 1867 al 1909. Uomo d’ordine e di cultura, nel 1877 pubblicò i suoi Cenni storici-statistici sul Comune di Cornate, inaugurando un filone di studi locali ancora oggi vivo, alimentato da appassionati, storici e dalla Pro Loco. Meani amava i documenti quanto i dettagli, e non mancò di soffermarsi persino sulla qualità delle acque della Ruschetta, lodandone le virtù salutari.
Con il trascorrere degli anni, le funzioni del palazzo comunale cambiarono più volte. In un primo momento gli uffici municipali tornarono temporaneamente a Villa Comi, lasciando al vecchio palazzo il compito di accogliere soltanto le scuole. Nel 1983, però, con la costruzione di nuovi plessi scolastici e una radicale ristrutturazione, il palazzo ritrovò la sua vocazione civica: fu abbattuto il muro di cinta, rimossi gli ippocastani e la casa del custode, e aggiunto un corpo moderno in vetro. Così, l’edificio, tra memoria e innovazione, tornò a essere ufficialmente Palazzo Comunale, sede della vita amministrativa e democratica della città.
Davanti alla facciata principale, oggi affacciata su uno spazio verde rimodellato, in dialogo muto con l’edificio moderno, si trova una cisterna romana del III secolo, scoperta nella vicina area archeologica di Villa Paradiso e collocata qui nel 2005: un frammento di storia antica nel cuore del presente, quasi a ricordare che ogni luogo pubblico è sempre erede di molte epoche. Oggi, il Palazzo Comunale di Cornate non è solo sede di uffici destinati all’amministrazione cittadina: è un vero e proprio testimone di una comunità che ha saputo crescere e trasformarsi, senza dimenticare le proprie radici.
Contenuto testuale sviluppato a partire dagli scritti di Guido Stucchi.
Gli uffici del Municipio di Cornate d'Adda seguono orari di apertura regolari. Dall'esterno, l'area è liberamente fruibile in ogni momento.
Via Alessandro Volta, 29, Cornate d'Adda, MB, Italia
Circa 30 minuti
Gratuito
*accessibililità motoria