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L'area è liberamente accessibile in ogni momento.

Nascosto nel cuore più antico di Cassano d’Adda, il Ricetto – o “Ruscett” nel dialetto locale – è un piccolo scrigno di storia che conserva l’anima fortificata di un borgo strategicamente importante sin dal XIV secolo. Voluto da Ottone Visconti nel 1328, si sviluppava attorno al castello, all’interno di una cinta muraria con fossato, oggi scomparsa ma ancora percepibile nella struttura urbana. La sua era una funzione militare, ospitando le guarnigioni a protezione della fortezza, strutture per avvistare nemici e case-torri di difesa.
Passeggiando tra i suoi stretti vicoli dai nomi pittoreschi – Vicolo dell’Aquila, Vicolo del Pesce, Via del Sole – e le piccole piazze come quella di San Cristoforo, un tempo dominata da un grande affresco votivo, si respira l’atmosfera di una comunità unita, dove le case condividevano cortili e la vita scorreva in comune. Un mondo dove il vicino era un fratello e la casa, mai davvero chiusa, si apriva all’altro.
A segnare il passaggio tra il Ricetto e il centro moderno è il maestoso portone eretto nel 1764 dai Marchesi Bonelli, su progetto scenografico per armonizzare la piazza principale. Sovrastato da un orologio e affiancato dai busti di Vittorio Emanuele II e Giuseppe Garibaldi – simboli dell’identità risorgimentale – questo portale rappresenta il punto d’ingresso in un tempo sospeso.
Il Ricetto è sopravvissuto a secoli di trasformazioni: da roccaforte militare a residenza aristocratica, da sede di conventi a centro di vita artigianale, fino a ospitare nel Novecento una caserma, una pretura e persino una balera, ritrovo giovanile nella memoria recente. Le sue pietre raccontano anche del fervore napoleonico, quando nel 1796 vi fu innalzato l’Albero della Libertà, e delle mutevoli stagioni politiche che si sono specchiate nella grande piazza Garibaldi, un tempo d’armi, poi mercato, oggi palcoscenico di fiere e dibattiti.
Nonostante lo scorrere del tempo e i segni della decadenza, il Ricetto conserva ancora la capacità di evocare la sua vocazione originaria: protezione, comunità, memoria. Un luogo dove il passato non è mai del tutto passato, e dove ogni angolo narra il legame profondo tra l’uomo, la sua storia e il territorio.
Curiosità: Il Ricetto diede i natali ad una delle figure più importanti del calcio degli anni ‘40: Valentino Mazzola. Capitano carismatico e cuore pulsante del Grande Torino, Valentino Mazzola è ricordato come uno dei più grandi talenti del calcio italiano, dotato di un’intelligenza di gioco straordinaria, visione tattica, forza atletica e spirito di squadra come pochi altri. Il suo soprannome, El Tulen – con cui in dialetto si indica un barattolo di latta – nasceva dalla sua abilità nel palleggiare con qualsiasi oggetto incontrasse lungo il suo cammino. Tragicamente scomparso il 4 maggio 1949 nella tragedia di Superga, quando l’aereo della squadra si schiantò al ritorno da un’amichevole in Portogallo, Mazzola vive ancora nella memoria collettiva. A lui sono intitolati una via e il campo del centro sportivo, segni tangibili di un’eredità che va ben oltre il campo da gioco.
Contenuto testuale sviluppato a partire dagli scritti del Gruppo Guide di Cassano d'Adda
L'area è liberamente accessibile in ogni momento.
Piazza G. Garibaldi, 55, Cassano d'Adda MI, Italia
Circa 30 minuti
Gratuito
*accessibilità motoria