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Villa Castelbarco Simonetta Albani Quintavalle è una location per eventi. Segue orari di apertura regolari ma l'accesso al luogo è consentito esclusivamente a clienti e ospiti.

Villa Simonetta-Castelbarco-Albani-Quintavalle (citando in ordine cronologico i suoi proprietari storici) è una storica dimora signorile situata a Vaprio d'Adda, nella città metropolitana di Milano, immersa in un paesaggio fluviale tra il Naviglio della Martesana e il fiume Adda, esempio emblematico di trasformazione architettonica e culturale nel contesto lombardo. Il complesso architettonico, sorge nell'area denominata “Il Monasterolo”, così chiamata per la presenza di un antico convento vallombrosano fondato nel XII secolo, la cui struttura originaria è ancora oggi leggibile nella chiesetta a pianta centrale e nella distribuzione dei cortili. Questo complesso monastico, originariamente votato ai Santi Donato e Carpoforo, era caratterizzato da una struttura semplice, tipica della tradizione austera dei monaci vallombrosani, e comprendeva edifici agricoli e una cappella.
La trasformazione in “villa delle delizie” inizia nel primo Settecento con il Conte Giuseppe Simonetta, cui si devono la riedificazione della cappella, la costruzione dell’esedra e l’ordinamento del cortile di servizio. Ma è con i Castelbarco, tra fine Settecento e prima metà dell’Ottocento, che la Villa raggiunge il suo apice di splendore. Il Conte Cesare Castelbarco, colta e cosmopolita - figura cardine della famiglia il cui simbolo araldico era un leone, come evidenziano le decorazioni di pinnacoli, stemmi e ingressi - amplia il complesso ispirandosi all’Antico: accanto alle due magnolie secolari realizza due padiglioni gemelli in stile Impero – uno adibito a teatro e l’altro a museo – e commissiona il ninfeo, una straordinaria infilata di stanze sotterranee un tempo irrorate da giochi d’acqua.
Questi ambienti ipogei, decorati tra il 1835 e il 1838 dal Conte Carlo Castelbarco, evocano viaggi immaginari attraverso epoche e civiltà perdute: sale egizie, etrusche, romane e medievali si susseguono in un percorso scenografico arricchito da cascate, conchiglie rare, sculture mitologiche, oratori in mosaico e busti antichi, spesso provenienti da scavi archeologici. Un’espressione enciclopedica, quasi già romantica, che molto deve al senso dell’estetica del meraviglioso che affascinava l’aristocrazia lombarda dell’epoca.
Il vasto parco è un capolavoro di paesaggismo ottocentesco: viali alberati, tempietti, serre, la Fasanera, la Cascina e il galoppatoio coperto convivono con zone naturalistiche dove ancora oggi si avvistano cervi e daini. Il Naviglio e l’Adda incorniciano questo universo sospeso tra natura e artificio, spiritualità e mondanità.
Celebre già nel XIX secolo – citata da Cesare Cantù e descritta con entusiasmo da Madame de Bocage – la Villa era meta di villeggiatura e cultura, animata da ricevimenti, spettacoli e incontri intellettuali. Oggi, Villa Castelbarco Albani Quintavalle si presenta non solo come una testimonianza straordinaria di arte e storia, ma come un ecosistema culturale da riscoprire, capace di evocare meraviglia e riflessione nel visitatore contemporaneo.
Villa Castelbarco Simonetta Albani Quintavalle è una location per eventi. Segue orari di apertura regolari ma l'accesso al luogo è consentito esclusivamente a clienti e ospiti.
Via Cesare Cantù, 21, 23898 Imbersago, LC, Italia
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